Chiunque abbia creato, almeno una volta nella vita, anche solo per gioco, un sito web o anche solo una pagina, sa che la parte più difficile di ogni progetto è quella che riguarda i contenuti. E non sto parlando della loro qualità e neppure della quantità, sto parlando proprio del loro esserci o meno. Può capitare di arrivare a progettare, e talvolta perfino a sviluppare, un intero sito senza riuscire a ottenere da chi di dovere neppure uno straccio di contenuto di qualsiasi genere. Certo, in questi casi l’errore è arrivare a finalizzare il lavoro, ma è chiaro che non sempre siamo noi a decidere cosa farne del progetto.

I motivi di questo cortocircuito sono molteplici, anche solo la definizione di “contenuti” cambia a seconda del contesto, della persone con cui parli, del loro ruolo e dell’azienda per cui stai lavorando. E spesso anche solo mettersi d’accordo sul significato di tale concetto è un’operazione non banale.

D’altra parte gli esseri umani sono creature complesse e le loro interazioni lo è spesso ancor di più. Quando si affronta qualsiasi attività che coinvolge diversi soggetti,  per di più con mansioni diverse, si può arrivare a momenti di vera e propria incomunicabilità, soprattutto quando i soggetti in questione appartengono – o meglio, pensano di appartenere – a diverse squadre.

Lo spiega bene Jared M. Spool:

Historically, it’s been an organizational need. The content group is one set of folks. The design group is another. They meet in conference rooms and occasionally at going away parties, but mostly they’re apart so they can focus on their work.

A volte viene da chiedersi, io stessa me lo sono chiesto più volte, se sia possibile lavorare diversamente. La risposta è sì, e se ce lo dicono (per esempio) al New York Times, forse possiamo fidarci.
Sempre dall’articolo di Jared M. Spool:

Organizations like the New York Times get this. For years now, they’ve had design teams sitting on the newsroom floor. This integration let them quickly put out sophisticated interactive pieces to explain complex news stories. The UX designers are considered part of the editorial team, not an adjunct department. They’ve integrated their organization and it shows in their design.

Avrete sicuramente visto qualcuna di queste splendide pagine interattive. Una sola storia nella quale coesistono integrati tra loro testo, immagini, grafici e quant’altro. L’intera pagina è progettata in modo che sia facile da leggere e da scorrere, che sia d’effetto e coerente con la storia che stanno raccontando. Raccontare una storia ormai non è solo inserire un testo in una pagina pre-disegnata. A volte può diventare una vera opera d’arte.

Pensateci la prossima volta che qualcuno vi invierà “i testi da inserire nel sito”. Un altro mondo è possibile. Almeno in teoria.

 

 


Photo by Nong Vang