Forse non ve l’avevo ancora detto, ma il mio spirito natalizio deve essere scaduto un po’ di anni fa. Non è che non lo senta, diciamo che ne sono quasi terrorizzata. E’ che il natale ha spesso rappresentato per me piccoli o grandi momenti di isteria generale, di tensioni a palate, di cose serie, di scelte irrisolvibili. E spesso, anche quando poi alla fine tutto è filato via liscio, sono rimasta in tensione fino al gong. Vi basti sapere che a casa mia non si fanno alberi di natale e robe simili da almeno 10 anni, probabilmente anche di più; e che la prima decorazione natalizia apparsa dopo anni è un mazzolino di fiori secchi che ho appeso alla porta l’anno scorso e che da ieri è stato soprannominato “il carciofo”.
Non sono di quelle persone che devono negativizzare il Natale, anzi avrei per mia indole una naturale predisposizione a farmi trasportare dall’atmosfera.
Martedì ero nella mia cartoleria preferita (che già dal nome – Domino – è una bellezza), ho chiesto di vedere i bigliettini, mi hanno messo davanti due scatole piene di qualunque tipologia disponibile in carta. Li ho preso con cura una alla volta, pensando attentamente a quale persona destinare ogni bigliettino e cercando di non ripetere mai lo stesso. Ho aggiunto anche dei piccoli ciondoli in ceramica a tema natalizio. Mentre ero lì intenta nel mio delicatissimo lavoro, ho sentito distintamente arrivare lo spirito natalizio. Prima o poi arriva, lo so. A volte ci mette di più, a volte di meno. Ho sorriso a me stessa e alle commesse gentilissime e sono uscita con un sacchetto pieno di cose deliziose. Sono arrivata a casa e ho fatto tutti i pacchettini con cura, scegliendo per bene il colore del nastro con il colore della carta. Ho riposto i regali delicatamente da una parte e ho aspettato fiduciosa questo Natale.
Quando stasera mia madre ha scartato il suo regalo, però, mi sono ricordata perchè il natale non fa decisamente per me.
Ha guardato la scatola – silenzio. Ha tirato fuori il mini aspira-molliche hoover e ha detto “ma che cosa sarebbe?”. Alla mia entusiastica spiegazione, che manco il venditore della Folletto, ha replicato “ah, una cosa di cui non sentivo proprio il bisogno”. Ora che sia nel suo pieno diritto non gradire il regalo siamo tutti d’accordo (e che mio padre ci abbia tenuto a ribadirlo 15 volte mi ha fatto molto piacere), ma che fra i suoi tanti pregi non siano compresi l’entusiamo per le novità e l’empatia verso gli altri è altrettanto sicuro. Poi non venitevi a lamentare se a me la gioia per il natale mi si esaurisce in fretta, perchè deve essere una tara genetica. Stasera mi è finita prima di cominciare.





16 Comments

  • tesssorino, a me ieri sera e’ successa una scena identica con mia madre. e succede quasi tutti gli anni. e tutti gli anni mi chiedo perche’ non sono ancora scappata in alaska il 23 per ritornare a torino il 25 giusto per il pranzo con tutti GLI ALTRI parenti, seduta lontano dai miei ;)
    scrivo solo ora perche’ ieri sera mi struggevo di saudade per le piste da sci e per tutti gli altri posti dove avrei potuto essere.
    come dice mio padre “il natale tira fuori il peggio dai familiari”.

    buon santo natale, e – poche ore – e un altro natale se lo semo levato dalle palle ;)

  • Uff.. so di dire una cosa ovvia, ma spesso il dono gratifica molto di più chi lo fa che chi lo riceve.
    Certo è la reazione non è delle più ortodosse visto il contesto ma “classica” per altri aspetti.
    Personalmente ormai il Natale lo prendo così per come viene, almeno è una occasione per trascorrere un po’ di tempo con i miei fratelli e soprattutto i miei nipoti e per loro ormai da tanti anni il dono è una bustina con dei soldi, non è quello che io vorrei ma almeno così loro sono contenti…
    P.

  • Se decidi di farla finita, se sei proprio convinta che non ci siano più speranze e tanto vale gettarsi nell’abisso e sprofondare, questo Natale o il prossimo o quello che verrà tra dieci anni, chiama me. Non sono uno che deve per forza “negativizzare” il Natale, diciamo che lo somatizzo

  • Povera Mae*. Potremmo prendere a modello il guru Walter Nudo: contro la malinconia del Natale, il prossimo tutti assieme (io sempre vestito da Babbo Natale, come s’era detto).

  • Mai capitato di trovare un(brutto, IMHO, ma brutto brutto!) maglione color panna a righe rosso spento sul collo e polsi che fanno tanto tutta da ginnastica sul letto, e quindi andare da tua madre e dirle “Credo che quel coso riuscirei a metterlo solo se fosse l’ultimo maglione che mi resta nell’armadio”. Fatto sabato mattina, e il coso se l’è tenuto lei. Scusa, ma dopo trentatre anni dovrebbe saperlo che a me il panna fa schifo, il rosso piace solo se è scuro e brillante (o bordò) e le righe fanno tanto tuta da ginnastica, e considerando che l’ultima tuta da ginnastica che mi hanno rifilato se l’è messa lei, poteva intuire. Certo, se poi sua madre, che ti conosce d alatrettanto a lungo, verificando che il tuo armadio invernale è unicamente nei toni del marrone, verde marcio, mattone scuro, ocra, bordò e beige (con pochissimo nero e antracite, solo nell’ambito degli accessori), ti regala un completo gemellare viola… Ok, non è che ti serve un completino viola messo una sola volta? +_+

  • anche mio padre fa delle facce scocciatissime quando riceve regali che non gli piacciono.IO invece che sono un attrice nata guardo l’aspetto ludico della questione e sfido chiunque a capire se mi piace davvero o no.

    claudia

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