Per esorcizzare il destino che (con leggendaria lentezza) si va a compiere, mi sono scelta una tesi di cui poter andare fiera. Naturalmente non nel senso che pensate voi. Il fatto è che mediamente quando un laureando in ingegneria fa cenno alla propria tesi, lo spettatore medio si limita a assumere espressioni smarrite e perplesse che stanno a significare una sola cosa: il vuoto più totale. Allora il laureando medio cerca di spiegarsi meglio generando solitamente un volume spropositato di termini astrusi e peggiorando inevitabilmente la situazione. E’ a quel punto che – per la felicità degli astanti – il laureando medio si dà per vinto e lascia cadere l’argomento. Quando qualcuno, invece, chiede notizie sulla mia tesi, la sottoscritta risponde orgogliosa:
– I capelli!
L’interlocutore rimane perplesso per qualche secondo e provocatoriamente risponde:
– Ti occupi di acconciature?
– Beh, sì, posso scegliere anche quelle…
A questo punto nei suoi occhi il vuoto si fa sempre più profondo ed è allora che infilo la spiegazione tecnica. E’ una tesi di Informatica Grafica. Devo simulare il movimento dei capelli di un omino. Per alcuni il mondo si fa improvvisamente sereno e giocondo, l’espressione si fa radiosa (interi pomeriggi passati davanti a videogame e serate passate con i film della Pixar hanno finalmente un’utilità pratica). Per altri, invece, la cosa continua ad avere poco senso. Allora aggiungo velocemente: informatica grafica, capisci? pupazzotti! cartoni animati, Pixar, Gatto, immagini create al computer, Yoda, Gollum! E’ di solito a "Gollum" che questi ultimi hanno un lampo di comprensione e si tranquillizzano. Ciò non gli impedisce di pensare che la sottoscritta non sia sana di mente, ma almeno impedisce alla sottoscritta di sentirsi una reietta della società.
E poi voi capite che quando una donna per mestiere si può occupare solo ed esclusivamente di capelli, il mondo tutto a un tratto sembra sorriderle. Figuratevi poi quando un finto ingegnere può far finta che non siano davvero cose da ingegnere.
ps.: mi ero riproposta di parlarne il meno possibile al fine di non diventare ossessiva e ripetitiva. Ma poiché ossessiva e ripetitiva lo sono per natura, mi rimane abbastanza difficile fare la vaga quando me ne sto per tutto il giorno davanti a listati di codice incomprensibili. Sì, lo so, molti di voi lo fanno per lavoro eppure riescono a tacerne con splendida classe. E’ che qui non siamo perfette.
Capelli??!! Ma come t’è venuta st’idea ? In bocca al lupo
Qualcuno che mi potrà finalmente spiegare cosa c’è dietro a Mike Wasoski! :)
io gradirei maggiori dettagli, pensa un po’. ovviamente, sulle acconciature.
[sere]
La mia si intitolava Analisi multifrattale di tessiture reali.
[segue silenzio imbarazzato]
lester: LOL! comunque credo di aver capito e mi sembra pure interessante (ma io sono un quasi ingegnere, non faccio testo).
sere: posso scegliere quella che voglio (ricci, lisci, corti, lunghi, molto lunghi) ma ho come l’impressione che sceglierò quella più semplice ;)))
Ma è una tesi fantastica!!!!
AmicaN
Che tu non sia una laureanda media lo penso e fanne un vanto Mae ;-)
Che poi dei capelli (alla Gollum o altro) svolazzanti non comparirà nulla sul diploma ma solo quella parola “infame” i-n-g-…. (non riesco neanche a scriverla) è un fatto certo e, ovviamente, non c’è di che andarne fieri ;-PPP
Ma poi in definitiva ammettiamolo Mae: in realtà siamo perfetti, è che non volendo far sentire inferiori gli altri poi sbagliamo appositamente… che bontà d’animo che ci contraddistingue ^___^
Sacherfire/il titolo della mia tesi non lo divulgo molto spesso… toccherebbe spiegare ogni singola parola ;-)
Oooooh. Mia nonna, quando ha saputo che era la mia pupattola era in teoria dei giochi mi ha detto: come i vestiti delle mie bambole?
Come titolo della tesi propongo: “I Fratelli Bundi e la riproduzione in computer graphic delle loro migliori acconciature”
john
Dagli archivi della Federazione.
Raccontano le cronache che, per motivi che non sono dati a sapere, ad una giovane donna di nome Mae affidarono una tesi di laurea impossibile. Lo standard di animazione dei capelli richiesta era irrealizzabile con le tecnologie contemporanee dell’epoca. Come risolvere uno scenario senza soluzione? Con l’unica risposta possibile, che le valse la Menzione d’Onore: aggirando lo scenario.
Fu così che progettò un omino calvo (pare delle sembianze dell’allora governatore dello stato che si chiamava Italia).
Secoli dopo lo stessa tipologia di test fu impiegata per individuare, tra gli esaminati, quelli geniali.
Fu così che, grazie alla brillantezza di una giovane blogger dei primi anni del XXI secolo, nacque la simulazione Kobayashi Maru.
la simulazione Kobayashi Maru! domiziano sei un genio :)
Gli algoritmi di grafica sono una gran palla, però.
#6
#6 hai colto in pieno la tragedia, ma – ssshhh – non dirlo a nessuno ;)