Siamo affezionati alla nostre abitudini, alle serie che seguiamo fedelmente da anni. Soprattutto da quando non hanno fatto altro che viziarci, sfornando anno dopo anno una serie migliore dell’altra. Hanno inventato nuovi modi di raccontare storie, ci hanno insegnato che la televisione, se fatta bene, può avere la stessa qualità del grande schermo. E noi ci abbiamo creduto, ci siamo affezionati alle comode quotidianità del piccolo schermo che diventavano ogni stagione un evento. Abbiamo imparato che, qualunque cosa succeda, alla fine Jack Bauer salverà il mondo, ci siamo innamorati dell’innata prevedibilità della casalinghe disperate, ci siamo perfino rassegnati al fatto che Lost non avrà mai un senso compiuto, non del tutto perlomeno, ché dare un senso a tutti quegli indizi disseminati lungo sette interminabili stagioni sarebbe troppo perfino per lo spirito di abnegazioni del fan più accanito. Abbiamo fatto di queste serie, insomma, il nostro rito settimanale. Ma come in ogni relazioni stabile che si rispetti, al momento dell’innamoramento è seguito quello della routine. E anno dopo anno abbiamo imparato che l’amore è forte sì, ma l’abitudine stroncherebbe anche un elefante. E il tragico dubbio che ci è venuto è che neppure i capolavori della tv riescano a reggere al passare del tempo, alle stagioni che si ripetono sempre uguali, Che in qualche modo Jack Bauer salverà il mondo, infatti, lo abbiamo imparato talmente bene che quasi non proviamo più emozioni. D’altra parte – forse – dopo 10 anni di matrimonio anche George Clooney apparirebbe un po’ imbolsito. Non ci dobbiamo, quindi, sentire in colpa se ogni tanto cerchiamo qualcosa di nuovo per distrarci. Qualche serie che possa almeno avvicinarsi agli standard a cui siamo abituati. Tocca testare regolarmente e fare una selezione capillare. L’autunno, ovviamente, è il mese perfetto per questo genere di operazione, quello in cui arrivano decine di telefilm ogni giorno. Certo il lavoro si fa più faticoso e finanche stressante, ma talvolta risulta perfino soddisfacente.

(Grazia 22/9/2009)