Visioni


La prima parola con la zeta è stata ‘consapevolezza’. E ha fatto la sua porca figura.
A parte le mie turbe adolescenziali, è stato bello. In realtà era un concerto, con qualche – minuta – spiegazione bariccante nel mezzo. Partendo da Mozart con la sinfonia K550 attraverso Schubert, Beethoven, e in fine ancora Schubert, con il Trio per piano in mi bemolle, secondo movimento, quello di BarryLyndon per capirci.
Grazie alla direttrice artistica del teatro, poi, ho avuto notizie anche di un altro progetto, di cui avevo sentito parlare (e di cui io stessa avevo parlato a suo tempo), ma che non mi era apparso molto chiaro. Il racconto dell’Iliade. Ho scoperto, quindi, che volendo leggere l’Iliade in teatro ha pensato di riscriverla.



È iniziato così un intenso progetto di rielaborazione e rigenerazione che è andato al cuore del poema omerico, ne ha distillato l’anima arcaica, nella componente più problematicamente umana, traducendola in un linguaggio più vicino ai lettori e ascoltatori di oggi.



5 Comments

  • così imparate a lamentarvi perché baricco da un po’ fa libretti esangui e non si imbarca in progetti ambiziosi (ehi! ma il palladium ogni tanto lo bazzico anch’io!)

  • Osservazione numero uno: d’accordo, Baricco è uno che merita. A prescindere.
    Osservazione numero due: speriamo che la riscrittura sia realizzata in un italiano un po’ meno cancrenoso di quello usato per il brano che hai citato.
    Osservazione numero tre: mi è venuta l’idea di un reading pubblico integrale collettivo de Il Signore degli anelli. Prima o poi lo organizzo. Parola.

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