Le parole che non ti ho scritto


Simona di euston station si chiede se la vita sia quello che succede quando tu sei troppo impegnato a postare o il contrario. Io propendo per la seconda, o almeno è quello che mi è successo negli ultimi giorni, forse addirittura settimane. In questi ultimi 4 giorni ho creato post bellissimi, divertenti e perfino arguti, post che con molta probabilità non leggerete mai (per questo posso allargarmi con gli aggettivi), perchè non avevo tempo di postarli, anzi non avevo il tempo neanche per dormire più di 5 ore a notte (se l’insonnia mi avesse aiutato, magari sarei riuscita a dormire di più). Così le mie acute riflessioni sul senso del blog, sulla progressione geometrica che accompagna gli studi universitari o l’insolito parallelismo fra ascanio (ancora lui) e quella frase di baricco, che sembrava geniale appena pensato e adesso sembra poco più di una stronzata, non prenderanno mai forma. Insomma i post – o meglio, le idee dei post – hanno una data di scadenza, come lo yogurt. Non solo perchè spesso c’è un solo prodigioso momento in cui riesci a scriverli in 5 secondi e poi sono perfetti, esattamente come li volevi, nè una riga in più, nè una riga in meno. Ma soprattutto perchè molti post hanno senso in un preciso istante, e ore, giorni dopo perdono totalmente la loro sostanziale magia: ti sembrano banali, forzati e soprattutto inutili. E quando un post ti sembra inutile per il tuo blog, che detiene già di per sè il concetto di inutilità (e ne è il suo valore aggiunto), allora forse sei arrivato al capolinea ed è meglio lasciarlo là dove l’hai trovato, nella tua mente.

9 Comments

  • Oh, però il parallelismo Pacelli-Baricco m’incuriosisce. Non è che puoi postarlo anche se è scaduto? A volte si fa anche col latte (berlo, non postarlo, ma credo che si fosse capito il senso, no?).

  • Verissimo… io ci metto una vita a decidere cosa postare e a volte poi scelgo la cosa + stupida… ma mica potrei scrivere tutto… e d’altronde , come dici giustamente tu, domani quel post non c’entrerà più nulla… Barbara

  • c’ho talmente tante cose in testa che non riesco a dar loro forma congruente di commento. la vita è quello che succede, quando succede qualcosa. se riesci anche a postarlo – o a raccontarlo – vuol dire che è tuo: lo vedi, lo riconosci e lo indossi senza disagi. più brutto è quando non c’è tempo o peggio quello che c’è è ad attività cerebrale nulla e sì che ne hai avute di idee brillanti durante il giorno. sono sempre meno, però.

  • il cervello ha bisogno di aria. per un po’ puo’ stare in sonno, poi cerca una via di fuga. il blog e’ una :) scrivere e’ vita. (anch’o ho qualche pensiero per la mente ;)

  • sotto scrivo, anche se la vita e’ mia indipendentemente dal fatto che io riesca o meno a bloggarla in tempo. anzi io le cose piu’ intime mica le bloggo… solo ogni tanto, solo di sguincio, e le capiscono solo pochi intimi…

  • non è solo postare – ci mancherebbe -, è la sensazione di avere cose da raccontare, a chiunque e con qualunque mezzo. quando non ce l’hai più non credo sia perché non succede più niente, effetivamente, piuttosto perché manca la curiosità, il filtro – ironico, affettuoso, feroce – con cui riesci a guardare il mondo e farlo tuo. nessuna sorpresa che non riesca neanche a spiegarmi :)

  • farfinta: grazie :), come capita spesso pensavo di aver scritto un post normalissimo.
    sere: entrambi i commenti sono bellissimi e mi trovano d’accordo. soprattutto sul disagio dell’attività cerebrale nulla.
    pm10: è stranoto che la maggiorparte dei blogger – compresa me – per scelta raccontano solo una piccola frazione della propria vita, spesso filtrata da una lente particolare; quasi mai cose intime. Io praticamente mai. Il discorso era inverso, non ci si riferiva al valore della vita, ma semmai al valore dei post. E’ come scattare un fotografia, funziona se hai preso il momento giusto, altrimenti no, e poi sarà per sempre immortalato in modo esatto. Non è che il resto della vita non fotografata non abbia importanza, è che quella foto è riuscita particolarmente bene e hai avuto un gran culo ;)

  • ci dev’essere un posto, da qualche parte, dove stanno tutte le parole non scritte, censurate dai loro autori prima di metterle giù. però non dev’essere un gran bel posto, a dire il vero.

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