Ci deve essere un qualche complotto segreto delle ferrovie contro di me. Non può che essere così. Altrimenti non si spiegherebbero i 60 minuti, i 55 minuti, i 40 minuti di ritardo che riescono a rifilarmi ogni volta che prendo un treno a ore diverse, di giorni diversi, di mesi diversi, di anni diversi. Lo so che capita a tutti, ma a me capita con una frequenza inquietante. Questa linea veloce ce l’ha con me, diciamolo, sebbene io abbia ripianato il bilancio delle ferrovie – altro che Cimoli, è me che devono assumere all’Alitalia – continua a odiarmi. E io cordialmente la ricambio ogni volta che vedo la pubblicità progresso in televisione: “4 ore da milano a napoli”, sì, come no. 4 ore neanche fra milano e roma, e soprattutto ieri. Accumulati 40 minuti di ritardo che non eravamo ancora neanche a Bologna. E niente rimborso, ha.

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