Queste maledette cicale hanno creato una strascico malinconico e revisionista nella mente di alcuni blogger. In effetti hanno fatto pensare anche me, deve essere una specie di effetto ipnotico: il diciassettediciassettediciassete che ti frulla in testa e le altre cose che leggi o di cui parli sembrano quasi rincorrersi.
Diciasette anni fa avevo 12 anni. Frequentavo la scuola media, ero circondata e sopraffatta da un folto gruppo di ragazzine (in classe eravamo 15) e convivevo (solita costante della mia vita ma allora ancora di più) con un senso di inadeguatezza incolmabile. Covavo un forte bisogno di appartenenza al gruppo, ma per quanto facessi le altre erano sempre più alla moda, più smaliziate, più avanti di me. Ero timida, magrissima e avevo dei lunghissimi capelli neri che arrivavano fino al fondo schiena. Ero circondata da amicizie, ma stavo un gran bene anche da sola. Avevo già ricevuto qualche delusione dalle amiche più care, ma quelle ancora più grosse stavano per arrivare. Ero – tutto sommato – felice e spensierata.
Inve dice di non esser cambiato, a guardarmi da fuori neanche io, somaticamente purtroppo per niente, le amiche del liceo dicono sia rimasta sempre la stessa, ma in verità mi sento – per fortuna direi – profondamente diversa, l’adolescenza è stata per me un incubo incidibile, riesco a vedere in astratto tutte gli ostacoli che con il tempo mi hanno cambiata e tutti gli sforzi che ho impiegato per farlo. Quando qualcuno mi rimprovera di aver troppa poca fiducia in me stessa, posso con tranquillità replicare che sono cosciente di non essere così male, prima ero molto peggio.
Magari al prossimo cicaleggio, a 46 anni, sarò anche meglio.
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com’e’ come non e’, ho sempre torto, e vabbeh… ;)