Mi sento leggermente monotematica (non che rispetto al solito ci sia grande differenza), ma – come dicevo – in questo periodo c’è una libidinosa abbondanza di telefilm e di certo qui non ci facciamo sfuggire la possibilità di parlerne.
Di The shield ne hanno già parlato un po’ in giro (e mi pare che la presentazione sul sito sia più esplicativa di qualunque descrizione), comunque qui sotto trovate qualche impressione personale.



Nessuno riesce a farlo come gli sceneggiatori d’oltreoceano e non c’è neanche bisogno di citare le nostre patetiche produzioni televisive. Nessuno riesce in pochi rapidi secondi (anche solo nel teaser) a costruire una trama che finirà per incollarci allo schermo per settimane.
Esempio emblematico è il nuovo telefilm che va in onda il venerdì su Italia1 subito dopo CSI Miami: The Shield, un poliziesco creato da Shawn Ryan, che sfrutta un tema non certo originale, oserei dire banale, ma lo reinterpreta in una chiave assai poco convenzionale. Prendiamo il pilot. Le prime quattro scene portano dritti al centro della trama. Un gruppo di uomini insegue dei ragazzi di colore, ci sono colluttazioni, colpi proibiti. Sembra uno scontro tra bande rivali. Nel frattempo, in una sala piena di giornalisti, il capitano della polizia si esibisce in un retorico discorso sulla sicurezza nella zona e sull’importanza delle forze dell’ordine. Un veloce stacco sull’inseguimento ed è subito chiaro che gli inseguitori sono poliziotti. Con metodi poco ortodossi riescono infine a prendere il ragazzo in possesso di cocaina. Interno del distretto: uno degli investigatori tenta goffamente di fare conoscenza con una bella poliziotta in divisa. Quando l’imbarazzato scambio di gentilezze si conclude, entra in scena Vic, il capo della squadra d’assalto, la banda appena vista all’opera. Bastano poche e significative frasi a far capire che fra i due c’è qualcosa, o almeno c’è stato. Neanche cinque minuti ed eccovi serviti su un piatto d’argento trama sufficiente per almeno cinque stagioni di qualsiasi fiction nostrana. [il resto qui, in west wing, as usual]


Aggiungerei solo che quel bastardo del commissario scali (al secolo Michael Chiklis) ha vinto, grazie a questa interpretazione, un emmy nel 2002 (primo attore nella storia per uno show sulla tv via cavo) e un golden globe nel 2003. E che sarà la cosa nei Fantastici Quattro.
Ci tengo inoltre a segnalare la cara CCH Pounder (nel ruolo del detective Claudette Wyms), che ricordiamo nel ruolo della grandissima dottoressa Hicks di ER e in molti altri telefilm noti.




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