Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “vi odio tutti”, ma poi ho optato per un approccio più soft.
Allora, vi siete tutti impazziti? già qualche giorno fa in diversi hanno insistito sull’argomento e ho cercato di mantenere la calma. Adesso si dilaga addirittura in descrizioni a dir poco oltraggiose (oltraggiose per me, ovviamente). E non posso davvero più trattenermi.
Ebbene sì, la sottoscritta non può mangiare la cioccolata.
Niente ovetti kinder, niente nutella e tanto meno lindt 99%. Spero che adesso capiate la profondità del dramma e la mia indignazione.
Sento già un coro di cervellini “eccone un’altra che non mangia la cioccolata perchè diventa tutta ciccia e brufoli” e mi tocca pure confessarvi che non siete molto originali. Figuriamoci, una che alle soglie dei trent’anni può ancora vantare di possedere legioni di brufoli come me, sai cosa le può importare di qualche simpatica decorazione in più. Insomma qui si tratta di questioni serie. Non che la sottoscritta si sia rassegnata alla dura realtà, non sia mai: con coraggio e sprezzo del pericolo cerco costantemente di invadere il territorio nemico, faccio rapide e saltuarie incursioni; a volte mi prendo pure qualche piccola rivincita. Mangio, ad esempio, il cornetto algida con tutto il cioccolato al suo interno, mi permetto addirittura la stracciatella dal gelataio e ogni tanto qualche morso a torte di compleanno. Roba grossa, insomma.
Nei momenti di grande disperazione, quando il mio status di essere umano ha voglia di scendere sotto la soglia minima di accettabilità, la sniffo. Ebbene sì, se trovo barattoli di nutella a portata di mano, la sniffo; e voi mangiatori di cioccolata a sbaffo non potete capire lo stato di beatitudine raggiungibile per un ciocco-condannato a morte come me. Per quanto anche gli sniffaggi dei gianduiotti diano le loro porche soddisfazioni.
Va precisato a onore del vero – ché queste discussioni le ho fatte decine di volte e conosco tutte le obiezioni – che non è che il dottore mi abbia proprio detto “non puoi assolutamente mangiare la cioccolata”, non l’ha fatto, bontà sua, anzi il neurologo impietosito davanti alla mia situazione mi disse “se continui così, ti rimane solo di farti suora”. Ecchenoncelosò risposi consapevole. E’ che sono una donna scientifica e conosco l’implacabile meccanismo del causa ed effetto. Perfino io – benché per anni abbia cercato di non rassegnarmi all’ineluttabilità degli eventi – ho una soglia di sopportazione e quel dolore alla testa cerco di provarlo il meno possibile (che sparisca, a quanto pare, non se ne parla).
“Ah, anche tu soffri di mal di testa, quindi?”. Non esattamente, i miei non sono mal di testa, sono terremoti del decimo grado della scala Mercalli, sono oceaniche migrazioni di neuroni in cerca di asilo politico. “Eh sì, anche io soffro di mal di testa”. No, ripeto, non mi sono spiegata, se sei qui davanti a me per raccontarlo non ne soffri, fidati. Se ne soffrissi davvero, nel parlarne assumeresti un’espressione terrorizzata che manco alla vista di alien in persona. Se prendi addirittura due aulin ogni volta, non ne soffri. Se non ti metti a letto al buio, in religioso silenzio, pregando qualsiasi divinità esistente di poter morire il più presto possibile (anche spiaccicata sotto un elicottero, se necessario), perché va bene tutto nella vita ma quel dolore proprio no, beh se proprio non ti succede forse non soffri dello stesso mal di testa. Ma, soprattutto, se non hai ancora rinunciato a niente, se non hai ancora scelto scientemente e risolutamente di non mangiare roba come latte, patate fritte e cioccolata (unici alimenti – badate bene – che mi hanno sostentato fino all’età di quindici anni) non hai la più pallida idea di cosa stia parlando.
Beato a te, sia chiaro. A me alla pesca del lunapark mi hanno regalato questo bel giochino, che ci si diverte da anni un po’ tutti. Un grande gioco di società, gioca anche tu, indovina per quante ore la paziente riesce a soffrire senza chiedere in lacrime perdono per qualsiasi peccato commesso. Al vincitore una bambolina voodoo offerta dai migliori prodotti farmaceutici del momento, tutti ugualmente inutili.
Da queste parte di guerre preventive contro i nemici del cervello se ne fanno già da anni, e pure stavolta di armi chimiche manco l’ombra. Ci sono solo questi piccolissimi giapponesi con giganti martelli pneumatici che ogni tanto decidono di fare una festa alle mie spalle, anzi sulle mie spalle. “Ma che ti farà mai un po’ di cioccolata!”, capisco la perplessità, me ne rendo conto, in fondo è comprensibile, però – come dire – preferisco vivere.
Insomma qui non si scherza mica, per chi mi avete preso? Prima di rinunciare alla cioccolata avrei preferito l’amputazione del cervello (che tanto lo uso poco), ma dicono che non sia ancora stato implementato alla perfezione. Quindi nell’attesa mi sono vista costretta ad un intervento di ripiego momentaneo. Momentaneo, ché mica mi sono ancora rassegnata; prima o poi ritornerò a gustarmelo, magari a piccole dosi. Momentaneo, ripeto, chè poi – ssssshhh – ogni tanto qualche sgarro lo si fa lo stesso, di nascosto dai ‘giapponesi’. Ma seriamente sono anni che non mangio una dose massiccia e incontrollata di ciocciolata, talmente tanti che non ricordo più quanti. Mentre ricordo alla perfezione l’ultima volta che ho sentito dissertare di cioccolata con un’ipotetica lacrimuccia a rigare il viso. Indovinate perché?
Con un cinismo che travalica i limiti della decenza ti dico che ti mando un bacio consolatore che sa di un misto di 99% e passito di pantelleria.
Adesso puoi togliermi dalla lista degli amici.
il lindt al 99% è semplicemente unico… ma solo per le occasioni speciali e lontano dai pasti. Per l’emicrania invece (altro che mal di testa) ti consiglio il difmetrè… ma davvero ogni volta che mangi cioccolata ti viene un attacco? a me pesa molto di più la stanchezza…
no, no, sono un insieme di cose e purtroppo non facilmente circoscrivibili, a volte conta anche la stanchezza (ma deve essere davvero molta). Il cioccolato ha più incidenza di altre.
Ommioddio. Povera nana. Tutta la solidarietà di cui sono capace.
Ma senza mangiare cioccolata la cosa si argina un po’? Ti mando un abbraccio – un bacio potrebbe essere equivoco – e tutta la solidarietà di cui sono capace. Mia sorella soffre di colite, reflusso e colon irritabile tutto insieme ed è a dieta strettissima:patate, carote, zucchine bollite. Conosco la storia.
Bomboloni con crema pasticciera, strudel di mele con panna montata, panna cotta, crem caramel, torta di mele, bignè allo zabaione, pasticcini di pasta frolla con la frutta fresca e se non ti basta lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, stinco di maiale con patate arrosto…
Spero di averti un pò consolato. E sappi che Inve ha tutti i denti cariati.
AmicaN
amicaN: è proprio così, ho un sacco di altre cose goduriose con cui mi consolo parecchio :).
mae. una vita senza gianduiotti, povera cara. soffro per te.
amica N: ROTFL
lush non basta, ma aiuta :) [sere]
sere: aiuta tantissimo, e dell’aquolina ho anche un bagno schiuma alla cioccolata (che ha del mistico) e una crema corpo alla gianduia ;)
Scusa mae* in sti giorni sono “fuori sede” quindi leggo solo ora… a parte dire che ti mando un abbraccio virtuale e ringrazio lassù per non aver avuto simile sfiga (perchè di quella si tratta no? ) , consolati con altre cose buonissime (tra cui Acquolina che io possiedo in stock ) e … beh se ti da qualche sollievo sei esonerata dalla lettura del mio blog (non vorrei anche solo il titolo sortisse brutti effetti :-) Barbara
e indovinate che le avevo portato io in dono quando sono andata a roma ad aprile? ;)
aww…povera mae…
:-(
p.s.: mae, ma ti hanno mai candidata per un poverino’s?
no, perché ‘sto post qua sarebbe perfetto…
:-D
barbara: non se ne parla, il tuo blog è una gioia per gli occhi soprattutto per i ciocco-astemi.
panda: però mia mamma ha molto apprezzato ;)
mu: no ti prego! ;) ho già dato per i poverino’s, non vorrei diventare lo zimbello della blogpalla ^_^;;;
infatti -sadicamente- erano per lei ;)
Grazie mae* vorrà dire che metterò un Alert a fianco dei messaggi “pericolosi” ;-)