Per colpa di un’irritazione agli occhi da giorni non posso usare le lenti a contatto (che nel mio caso equivale a dover usare un cane per ciechi), ma soprattutto non posso stare davanti al pc per molto tempo. Questo ha portato la sottoscritta quasi all’esaurimento nervoso.
Nel week-end, relegata a casa, mi sono lanciata in una maniacale “cambio di stagione”. Se vi state chiedendo come mai il cosiddetto cambio di stagione sia stato messo in atto solo in dicembre, vi dico subito che le ragioni sono semplici e chiare. A parte che qui fa ancora discretamente caldo (son tre giorni che continuo a spalancare le finestre – ma forse sono io che ho problemi ormonali, non so), il motivo principale è che sono un’inguaribile pigra. Il secondo motivo (strettamente legato al primo) è che lo spazio negli armadi per il suddetto cambio di stagione non c’era. E quindi bisognava crearlo. Crearlo è la parola chiave. Nella mia lingua (e in quella di mio padre, che ha indicato la via prima di me) crearlo significa affrontare un piano strategico di riordino strutturale di oggetti-barra-indumenti della casa. Eventualmente di tutti gli oggetti. Insomma un gran casino. Capite bene perchè alle prime avvisaglie di solito mia madre scappi terrorizzata.
Così mi sono trovata a metà pomeriggio, in una strana cecità, in mezzo a pile di indumenti di ogni genere e senza gli scatoloni. Gli scatoloni, in verità, c’erano. Eccome se c’erano. Li avevamo presi io e la mamma da ikea. Scatoloni enormi, talmente grandi che non eravamo ancora riuscite a utilizzarli per nient’altro. Solo che erano spariti, volatilizzati. Cosa ne abbia fatto la ragazza che viene a pulire è un mistero.
Potevo restarmene per qualche giorno con montagne di vestiti in giro per la stanza (cosa che in generale non mi creerebbe alcun problema) oppure prendere una dolorosa ma necessaria decisione. E ho scelto. Ho scelto di buttarne alcuni. Ebbene sì. Una decisione difficile, come quella di buttare la t-shirt bianca con la scritta coi brillantini. L’avevo messa fra le t-shirt “per casa”, ma di quelle ne ho a centinaia, sapevo che non l’avrei indossata lo stesso. Non l’avrei messa mai più. Allora ho preso un sacchetto di plastica e ho inserito tutte le cose con calma, con dolorosa ma inappellabile calma.


10 Comments

  • brava! ti ammiro! anche i ho iniziato a tenere un sacchettone sul letto/sotto al letto per infilarci quelle cose che “anche se magari una volta” potrei metterlo… se una cosa non la metto da piu’ di un anno e non e’ necessaria o meravigliosa, io la lancio nel sacchetto medesimo. nelle magliette per “casa in estate” ho delle magliette indistruttibili di almeno 6 anni fa. e tutte quelle che o preso dopo?…. alcune , quelle coi buchi sotto le ascelle, sono gia diventate stracci per la polvere. gli abiti decorosi, fuori taglia o che non mi piacciono piu’ filano nei recuperi o di caritas o di humana….

  • Non sai come ti capisco… il problema qui da me è più complesso in quanto ho uno spegliatoio ma non armadi ( eggià casetta mignon) quindi … sposto più a meno a portata di mano le cose lasciando quelle che uso sempre (appunto la marea di t-shirt da casa , da notte etc etc) fisse… un macello poi in due anni la roba aumenta e io mi ritrovo a dover necessariamente “rimandare a casa” (dai miei che abbondano in spazi) molta roba (che ovviamente appena rimando mi serve disperatamente!) Preoccupante l’aumento delle magliette da casa … complice la mia maestria nell’uso della lavatrice :DD

  • Prima o poi devi scrivere un post intero su quel fenomeno misterioso di sparizione delle cose in casa, che noi qualifichiamo come ‘dove diavolo li ha messi chi fa le pulizie’.

    Che poi l’anno scorso, che vivevo da solo e non avevo nessuno che mi faceva le pulizie, io sia riuscito a fare sparire nel nulla di una microcasa il 70% dei miei calzini, questo è un altro discorso.

  • Ogni tanto la Raffa dice “riordino la cabina armadio”. Io, a quel punto, vorrei morire o, in subordine, partirmene per un viaggio in una galassia lontana lontana. La cosa successiva sono mucchi di roba ovunque tranne che nella cabina armadio. Se poi dice: “adesso ti provi tutti pantaloni per vedere in quali entri ancora e quali possiamo dar via”, piango.

  • Due settimane fa, in concomitanza con un simpatico raffreddore che mi ha perseguitato, erano improvvisamente spariti tutti, e dico tutti, i fazzoletti(*) dall’apposito cassetto.
    Passati dieci giorni di inferno con Scottex e rotoli di carta igienica(**) che imperavano in ogni luogo della casa, passato il raffreddore, sono magicamente riapparsi.

    (*) intendasi fazzoletti di stoffa. a parte essere un piccolo principe, detesto i fazzoletti di carta, che con le loro varie sostanze imbevute mi fanno starnutire il quadruplo
    (**) sempre da utilizzarsi a mò di kleenex. è sconsigliato invitare gente a casa mentre si svolge siffatto uso.

  • Io invece ho un armadio bello grande, quindi il cambio di stagione consiste nel togliere i vestiti del reparto invernale dai sacchetti di nylon e utilizzare gli stessi per metterci quelli del reparto estivo.
    Ah non credere comunque, a dispetto del mio nick, che abbia un castello con una stanza adibita a mio armadio personale. :D
    Principe

Comments are closed.