Se oggi alla laurea della cara amica Erre (compagna di mille avventure, centinaia di ansie e milioni di ore di lezione) ero emozionata come una scolaretta, non oso pensare a cosa potrebbe succedere il giorno della mia.
Poi sempre oggi mentre lei ripeteva con piglio sicuro e aria navigata la sua relazione ho realizzato qualcosa a cui fino ad ora non avevo pensato (cioè non è che non lo sapessi, ne ho frequentate abbastanza di lauree ultimamente da riuscire a farmi un’idea con una buona approssimazione, è che non avevo ancora fatto mio il concetto): parlare – io – da sola – davanti – a un numero – non definito di – persone animali o cose. E un solo pensiero si è materializzato limpido e distinto nella mia mente: non ce la posso fare.
ps: c’è bisogno di outing. sono una patetica sentimentale, nella proclamazione finale alle parole "…dottori in ingegneria elettronica" ho trattenuto a stento la lacrimuccia.
Assumi un ventriloquo. :)
Consiglio geniale. Ovviamente, non dovrai usare un ventiloquo vero: diciamo un paio di chip, un mini-altoparlante con effetto surround, un software per la duplicazione della voce ed uno per decodificare i segnali elettrici del tuo (notevole)cervello.
E non dirmi che non si può fare.
Andrea
appoggio proposta chettimar
Le lauree degli altri sono sempre più emozionanti della propria. Fidati ;-)
Brain
Anch’io, durante l’esposizione della mia tesi, ero tranquillissima..(praticamente guardavo fisso la presentazione in PowerPoint e i disegni senza incrociare lo sguardo di nessuno!!)..la proclamazione invece è stata la parte più emozionante!!Tutti schiacciati nelle Aule T..con parenti e amici..a sentire di come la laurea in ingegneria ci avrebbe aperto le porte del paradiso!!Cmq..ho pianto!!
Almeno c’erano i confetti rossi e il cappelino nero stile USA!!
dopo che a tuo papà – quello che da anni ti esasperà insultando chiunque telefoni nel raggio di anni luce – squillerà il telefonino nel bel mezzo del tuo discorsetto di apertura e non sarai in grado di controllare i tuoi movimenti e le mani tremanti andranno a sbattere sulla barra spaziatrice e la presentazione in ptt andrà avanti di un numro indefinito di slide e tu non saprai più cosa stavi dicendo, a chi e soprattutto dove diavolo è finita quell’animazione carina dell’astronave lost in space, allora e solo allora ti calmerai. come può andare peggio di così? la proclamazione non l’ho sentita: mi hanno spinto in avanti e ridevano tutti.
ecco, sere, come dire… preferirei un altro metodo. con questo potrei non uscirne viva.
Ce la farai ce la farai…secondo me in determinati momenti la forza ci viene anche se così a pensarla soltanto ci sembra impossibile ;)
Preparerai la presentazione tante di quelle volte da saperla a memoria, e alla fine ti annoierai addirittura.
Come sempre in questi casi l’esposizione della tesi NON PUO’ durare meno di 30′, per quantità di argomenti.
Ma ti avranno già detto che devi comprimerla in 20′, e ti sarai adeguata e preparata all’idea.
Solo che, 5 minuti prima, ti diranno che per esigenze contingenti devi comprimere il tutto a 10′, e tu sarai così impegnata ad eliminare le vocali da ciò che stai dicendo da non accorgerti nemmeno di aver terminato l’esposizione (in apnea, of course).
Non sembra vero, ma il laureando è il meno emozionato del gruppo (prof. esclusi, ovviamente, chè loro si leggono il giornale durante l’esposizione).
L’emozione arriva, se e quando, soltanto dopo.
Ciao, Max.
PS: non è cinismo, è vita vissuta.
Come ti è già stato suggerito ripetila a te stessa quialche volta e il gioco è fatto.
Io a suo tempo stupii il mio relatore per la mia esposizione… forse un anteprima del “bravo maestro”, non so ;).
E cmq tieni conto che all’epoca PowerPoint era ancora nella mente di dio… avevamo a disposizione la lavagna luminosa e lametà delle slide che avevo preparato sono rimaste nella carpetta…
apnea fino alla fine, è la soluzione. Un martini magari, sarebbe stato di aiuto.