Se oggi alla laurea della cara amica Erre (compagna di mille avventure, centinaia di ansie e milioni di ore di lezione) ero emozionata come una scolaretta, non oso pensare a cosa potrebbe succedere il giorno della mia.
Poi sempre oggi mentre lei ripeteva con piglio sicuro e aria navigata la sua relazione ho realizzato qualcosa a cui fino ad ora non avevo pensato (cioè non è che non lo sapessi, ne ho frequentate abbastanza di lauree ultimamente da riuscire a farmi un’idea con una buona approssimazione, è che non avevo ancora fatto mio il concetto): parlare – io – da sola – davanti – a un numero – non definito di – persone animali o cose. E un solo pensiero si è materializzato limpido e distinto nella mia mente: non ce la posso fare.

ps: c’è bisogno di outing. sono una patetica sentimentale, nella proclamazione finale alle parole "…dottori in ingegneria elettronica" ho trattenuto a stento la lacrimuccia.

12 Comments

  • Consiglio geniale. Ovviamente, non dovrai usare un ventiloquo vero: diciamo un paio di chip, un mini-altoparlante con effetto surround, un software per la duplicazione della voce ed uno per decodificare i segnali elettrici del tuo (notevole)cervello.

    E non dirmi che non si può fare.

    Andrea

  • Le lauree degli altri sono sempre più emozionanti della propria. Fidati ;-)

    Brain

  • Anch’io, durante l’esposizione della mia tesi, ero tranquillissima..(praticamente guardavo fisso la presentazione in PowerPoint e i disegni senza incrociare lo sguardo di nessuno!!)..la proclamazione invece è stata la parte più emozionante!!Tutti schiacciati nelle Aule T..con parenti e amici..a sentire di come la laurea in ingegneria ci avrebbe aperto le porte del paradiso!!Cmq..ho pianto!!

    Almeno c’erano i confetti rossi e il cappelino nero stile USA!!

  • dopo che a tuo papà – quello che da anni ti esasperà insultando chiunque telefoni nel raggio di anni luce – squillerà il telefonino nel bel mezzo del tuo discorsetto di apertura e non sarai in grado di controllare i tuoi movimenti e le mani tremanti andranno a sbattere sulla barra spaziatrice e la presentazione in ptt andrà avanti di un numro indefinito di slide e tu non saprai più cosa stavi dicendo, a chi e soprattutto dove diavolo è finita quell’animazione carina dell’astronave lost in space, allora e solo allora ti calmerai. come può andare peggio di così? la proclamazione non l’ho sentita: mi hanno spinto in avanti e ridevano tutti.

  • Ce la farai ce la farai…secondo me in determinati momenti la forza ci viene anche se così a pensarla soltanto ci sembra impossibile ;)

  • Preparerai la presentazione tante di quelle volte da saperla a memoria, e alla fine ti annoierai addirittura.

  • Come sempre in questi casi l’esposizione della tesi NON PUO’ durare meno di 30′, per quantità di argomenti.

    Ma ti avranno già detto che devi comprimerla in 20′, e ti sarai adeguata e preparata all’idea.

    Solo che, 5 minuti prima, ti diranno che per esigenze contingenti devi comprimere il tutto a 10′, e tu sarai così impegnata ad eliminare le vocali da ciò che stai dicendo da non accorgerti nemmeno di aver terminato l’esposizione (in apnea, of course).

    Non sembra vero, ma il laureando è il meno emozionato del gruppo (prof. esclusi, ovviamente, chè loro si leggono il giornale durante l’esposizione).

    L’emozione arriva, se e quando, soltanto dopo.

    Ciao, Max.

    PS: non è cinismo, è vita vissuta.

  • Come ti è già stato suggerito ripetila a te stessa quialche volta e il gioco è fatto.

    Io a suo tempo stupii il mio relatore per la mia esposizione… forse un anteprima del “bravo maestro”, non so ;).

    E cmq tieni conto che all’epoca PowerPoint era ancora nella mente di dio… avevamo a disposizione la lavagna luminosa e lametà delle slide che avevo preparato sono rimaste nella carpetta…

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