E’ successa una cosa incredibile. No, non mi riferisco al fatto che ieri sera nella mia furia riordinatrice ho fatto quasi le 3 di notte (perchè dopo che ho sistemato questo, che faccio quell’altro non lo sistemo? e poi quell’altro e l’altro ancora), e neanche al fatto che non mi ero realmente resa conto dell’ora finchè stanca morta e in cerca del meritato riposo non ho dato un’occhiata all’orologio. E’ che sebbene ogni furia riordinatrice sia sempre accompagnata da una (moderata, nel mio caso) esigenza di cestinare cose, di solito finisce che le ripongo di nuovo ordinatamente al loro posto. Ieri, invece, è successa una cosa strana e, se non temessi di sembrare un po’ psicolabile, oserei dire epocale. Ho preso le mie storiche penne colorate (quelle a china di colore rosa, azzurro e viola), che conservavo quasi come reliquie in un apposito portapenne e le ho… mh diciamo… inserite delicatamente in un sacchetto di plastica che – del tutto casualmente – serve per contenere la spazzatura e che – sempre casualmente – sarà poi portato gentilmente negli appositi contenitori, che solitamente si trovano ai bordi delle strade, il cui scopo mi è momentaneamente oscuro.
Capisco che dal vostro punto di vista potrebbe essere difficile cogliere la radicalità del gesto, ma vi assicuro che da queste parti se ne vedono raramente di così rivoluzionari. Devo confessare, però, che con le matite colorate (quelle di colore fosforescente, che usavo per sottolineare i libri di testo) non sono riuscita a fare lo stesso. Deve essere stata colpa del fatto che le matite, in quanto matite, non erano terminate completamente (come invece lo erano le penne – vedo un lampo di terrore nei vostri occhi, questo dettaglio forse avevo dimenticato di sottolinearlo) e quindi voi capite che – sebbene un paio di loro risulterebbero troppo piccole persino per un lillipuziano con problemi di crescita – in un momento di emergenza potrebbero sempre servire, no?
11 Comments
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sei una donna coraggiosa, ti stimo molto.
E dica, da quando ha iniziato a vedere dinosauri viola?
[le presenterei volentieri mia moglie: custodisce gelosamente tutte le scatole e confezioni originali di qualsivoglia oggetto sia entrato in casa negli ultimi dodici anni, non si sa mai… fondare un bel club di ossessivi compulsivi? Eh?]
non si buttano le scatole: servono per il trasloco. e non ha nessuna importanza che non possa esserci mai, il trasloco.
io ho una gran voglia di buttare via tutto. ma forse voglio solo buttare via altro e non ci riesco. pero’ ho ranzato via 50 cm di capelli a gennaio, forse, dico forse, sono sulla buona strada…
Forse posso consigliarti un bravo terapista…No, non è che sei malata, no no…Dico così…
AmicaN
No dico, ma sei impazzita!
Lo vedi cosa combini, adesso chi lo sente quello là…
Comunque fa piacere sapere di non essere l’unica a spostare le cose da un posto all’altro senza gettare mai niente (e non è servito neanche il trasloco).
prima di tutto va specificato che non erano penne qualsiasi, c’era tutto un discorso affettivo dietro che non vi sto a dire (per esempio erano le stesse che usavo il primo anno di università). Detto questo, è ovvio che le scatole vuote non si buttano per nessun motivo, quelle sì che poi possono servire (quando? in vero non lo so di preciso, ma non è questo il punto).
Giusto , ti capitasse mai l’esigenza di sottolineare in verde un quotidiano ;)
Scherzi a parte io sono disordinata per natura (non è vero nel MIO disordine io mi trovo benissimo) ma ogni tanto vengo presa da raptus simili al tuo in cui sistemo e butto finchè no c’è più i giro nulla!
Fa piacere sapere di non essere la sola a fare sessioni notturne di riordino casa. Buttare via io butto via, di solito: almeno le penne. Poi le matite non si buttano via *mai* (to’, quando sono proprio lunghe due cm o hanno la mina rotta-rotta-rotta), è ovvio: si temperano accuratamente tutte le punte e si ordinano per colore.
Siete tutte pazze. AmicaN, passami pure l’indirizzo del terapista, vedo di sistemare almeno mia moglie…
Bellissimo.
Mi ha fatto ricordare di quando ho ritrovato in fondo a un barattolo, tra batuffoli di polvere e insetti trapassati, una matita che mi era stata regalata in prima elementare da un’amica (chi era più? bah).
Dicevo, bellissimo post.
pou