A Milano tutti a chiedermi cosa sarebbe successo a Roma per l’elezione del nuovo papa e io  – con l’aria della romana abituata a tutto – a raccontare qualche aneddoto di famiglia su elezioni passate (che poi non so quanto siano veri, perchè a casa mia fra mia madre e mia nonna c’è sempre stata una spiccata tendenza all’inventio).
Poi ieri pomeriggio mentre stiamo andando verso la stazione il socio di maggioranza, tanto per farmi un dispetto, azzarda un "e se eleggono il papa oggi?". Rispondo indispettita "mentre sono in treno non mi pare carino, che almeno aspettino domani".
E infatti.
Mentre siamo persi e pendolanti (mai stata su un treno peggiore in vita mia, e meno male che è pure uno di quelli nuovi) nelle campagne padane, il mio dirimpettaio risponde al telefono ed esclama "fumata bianca?", alzo gli occhi sopresa e lui mi fa sì con la testa. Ecchecavolo.
Mi accorgo che nel frattempo sul telefonino, silenziato con furbizia da me, ci sono quattro sms e una chiamata non risposta. Tutti, ovviamente, dicono la stessa cosa. E io sono a tutta velocità in mezzo al nulla. Questa è la punizione che mi merito.

p.s.: gli sms degli amici, però, sono stati impareggiabili. Come la telecronaca del discorso del papa, con tanto di imitazione dell’accento tedesco, fatta dal socio di maggioranza.

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