Forse a voi è sfuggito, ma io ho una fonte diretta e informatissima (per di più molto logorroica) e quindi vi posso annunciare che dopo la festa dei vicini, oggi a Roma abbiamo il giorno del Gioco.
In breve (ma se ci fosse il sindaco ve lo saprebbe spiegare con il dovuto trasporto emotivo) significa che oggi i bambini – nelle scuole, nei parchi, nelle piazze e ovunque voi vogliate – devono assolutamente improrogabilmente imprescindibilmente giocare. So cosa state pensando, che Waltere ne ha inventata un’altra delle sue. E invece non è proprio così. La proposta, infatti, è stata avanzata da un bambino durante il Consiglio comunale dei bambini (perchè noi – cari miei – abbiamo anche il consiglio comunale dei bambini, ah) e stranamente è stata accolta positivamente da tutto il consiglio (chiamali scemi). Così è stata inoltrata al sindaco che con entusiasmo ha fatto proprio il suggerimento (ma guarda un po’) e ha istituito la giornata. Ora ne siete a conoscenza anche voi. E adesso scusatemi, vado a giocare.
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Un’ideona, costringere i bambini a giocare! Ho varie proposte. Il giorno del respiro! Il giorno delle quattro chiacchiere (dai, non isolarti, entra in contatto con gli altri!). Il giorno del sesso (perlomeno mensile)!. Che faccio, je telefono, ar Waltere?
Leo
Ci vai in qualità di ottenne? :)
Principe
Il giorno del sesso lo voglio quotidiano. Comunque, al giorno del gioco parteciperei anche io volentieri anziché stare qui a spilluzzicarmi i cocomeri con questo fantastico libro che sto impaginando.
questo me lo sono perso. stavo facendo una ricerca sugli antichi romani, sai quei primitivi che si illudevano di tener buona la plebe a forza di feste gratis e di circenses? :)