E’ post lungo, come solo lui sa essere, ma si legge tutto d’un fiato, proprio come è stato scritto. E io avrei voluto esserci.

[…] E sono uscito, e ho pensato sono sicuro che non ho incendiato il mondo ma qualche testa sì, e ho incendiato anzitutto la mia testa, e mi sono messo a cantare a squarciagola no però a mezza voce, mentre scendevo a prendere la macchina e pensavo che bellezza i ragazzi, e com’è brutta, com’è orrendo il mio corso, no, non il mio corso, e certi coleghi, e io questo lo faccio per portare a questi colleghi le anime di questi ragazzi, e io sono stufo di non dire a questi colleghi quanto mi intristiscono, quanto mi intristiscono, e mentre lo pensavo non ero più felice ed entusiasta ma quasi in lacrime, non entusiasta e felice ma quasi in lacrime per l’enormità dell’ingiustizia, per l’assurdità di questa mia università, che pare fatta apposta per togliermi ogni entusiasmo, per uccidere il demone della filosofia, per decretarne l’irrilevanza, l’insignificanza, perché tutti quanti se ne fregano di questa cosa che è la filosofia.