Arriva il prof. Chiama tutti quelli del vecchio ordinamento e ci fa sedere in seconda e terza fila (ve l’avevo detto che non funziona mai).
Ci posizioniamo diligentemente e ci guardiamo in faccia, abbiamo la classica espressione di quelli che non ne possono più. Con fondate motivazione per altro. Un ragazzo seduto davanti a me si gira.
– Microelettronica anche tu?
– Già. E’ l’ultimo esame.
– Anche per me.
Ci sorridiamo con l’aria complice e sofferta dei reduci di guerra.
Il professore annuncia all’intera aula che ci consegnerà un test di ingresso a risposta multipla. Panico in sala. La maggior parte degli studenti non ne sapeva niente. E’ una novità. La sottoscritta ostenta tranquilla superiorità, era infatti stata informata in via del tutto confidenziale (cioè si era limitata a porre al suddetto professore una semplicissima domanda "prof in cosa consiste l’esame?" – che sembra una tecnica semplice, ma vi assicuro che certe insidie possono annidarsi ovunque).
Il tipo di prima si gira di nuovo e fiducioso sentenzia: «Dopo aver superato Elettronica2 non possiamo mica farci spaventare da un test di ingresso».
Tutta la fila in coro: «Amen».

Per la cronaca il tipo seduto davanti a me il test di ingresso non l’ha superato.

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