Quando ho parlato di Rome sapevo che avrei incuriosito qualcuno di mia conoscenza. E infatti la mossa ha dato i suoi frutti. Inve ne parla diffusamente sottolineando la cosa che fin dall’inizio gli stava più a cuore: la fedeltà del telefilm ai fatti storici.

Aggiungo che il fatto che la Rai manderà in onda (probabilmente in marzo) la serie in una versione diversa da quella originale (cioè con scene meno esplicite e violente, una seconda versione girata appositamente dalla Hbo su richiesta della Rai) l’ho letto sul giornale qualche settimana fa, ma non riesco a trovare il pezzo. Devo dire che in un primo momento la notizia mi aveva molto scandalizzata (ho pensato: sarebbe come comprare "Sex and the City" e farlo diventare "And the City"), ma dopo aver visto le puntate penso che le scene di sesso siano talmente esplicite e frequenti che difficilmente l’avremmo visto in tv, sulla Rai poi. Naturalmente resto del parere che la censura – se vogliamo chiamarla così – sia il male assoluto, ma in questo caso temo fosse inevitabile.

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