Un gruppo di ragazzini camminano davanti a me. Tre ragazze e due ragazzi. Non riesco a sorpassarli, sono costretta a seguirli per un po’. Le ragazze si sono fatte carine, ma senza eccessi modaioli. Una ha una minigonna a balze, scarponcini e una giacchina viola. Un’altra ha i capelli ricci e boccoli accuratamente sistemati da una parte. Sorridono imbarazzate, sbattono gli occhi, si girano per guardare i ragazzi: "tu allora forse conosci quello della terza A". Dietro di loro questi due gonzi camminano curvi su se stessi. Ridacchiano. "Ah, ma io faccio il quinto" dice uno con aria superiore (il quinto? con quella faccia?). "Il quinto parificato eh!" (la precisazione pare essenziale). Fanno tanta tenerezza. Accelero, li sorpasso. Noi non eravamo così stupidi, vero?

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