Questo post l’ho scritto sabato di getto, un fiume di parole senza senso, volevo postarlo ma non l’ho più fatto perché era confuso e troppo lungo. Oggi ci ho ripensato e ho cercato di fare qualche correzione, così mi pare che almeno la prima parte abbia un senso. Per questo posto solamente adesso la prima parte del raccontino scritto sabato.
Avevo rimosso
Avevo già la consapevolezza – la dolorosa consapevolezza negli ultimi mesi – di cosa significasse essere alla ricerca di un omino adeguato, ma avevo rimosso totalmente cosa comportasse uscire la sera con quel preciso intento (probabilmente perché non è che mi cimentassi tanto anche prima). E all’improvviso mi sono ricordata quanto lo detestassi, quando mi sentissi totalmente fuori posto e riuscissi ogni volta a fare da tappezzeria. Tutto grazie alla serata di ieri sera.
La serata ha avuto momenti kafkiani che sono la mia amichetta di avventure e sventure riesce ad inanellare in una sola sera.
Ma procediamo con ordine.
Premessa.
Ho già parlato in passato della mia amichetta, Erre è un vero portento, una ragazza molto frizzante, estroversa, dolce e molto reattiva, per questo è soprannominata da me duracell. Erre è single ormai da un po’ e nella sua quotidiana e instancabile ricerca di un uomo ha incontrato una serie di uomini indefinibili dagli esisti abbastanza infausti. Ultimamente c’è uno strano tipo che lavora lontano da Roma e che sembra interessato.
Una settimana fa. Telefono.
Erre: Fra una settimana verrà il tipo a Roma, sappi che tu dovrai presenziare, voglio sapere cosa ne pensi di lui. Te lo dico con una settimana di anticipo così ti prepari psicologicamente, lo so come sei fatta hai bisogno di tempo.
Mae*: sì, signore, sarò presente.
Ieri pomeriggio. Telefono.
Erre: Il tipo arriverà a Roma stasera alle 10. Ha detto che possiamo uscire stasera e anche domani sera. Tu puoi decidere: o vieni questa sera o domani sera o entrambi le sere, scegli tu.
M: [aaah, ho pure possibilità di scelta, incredibile…] come vuoi tu piccina, sono a tua disposizione…
E: tanto viene anche Acca (altra amica di sventure di Erre) quindi puoi fare come vuoi.
M: Ciccina… non capisco perché dobbiamo venire in DUE a farti da balie… comunque intanto vengo stasera, domani si vedrà.
E: perché non voglio stare da sola con il tipo!!! sono in agitazione, ho bisogno del vostro sostegno, non mi va di vederlo da sola, ci conosciamo così poco.
M: va bene, tranquilla ci sarò, ma non capisco tutta questa agitazione per questo incontro…
E: MA COME PERCHE’??? perché ho questo appuntamento!!! non so neanche come devo prepararmi!! Forse tu non ti ricordi più come è…[pausa sarcastica] ma è così!
M: [potresti smetterla di trattarmi come una vecchietta rincoglionita?] certo che so come è uscire con un tipo, ma non è una novità per te uscire con omini…
[segue nostra verbosissima analisi psicologica sull’eventualità di beccare l’ennesimo simpatico esemplare di omino inafferrabile]
E: comunque ti passo a prendere alle 9.30, andremo tutti insieme al pub vicino casa tua.
Verso le 10.
Arrivano sotto casa Erre e l’amica Acca, entrambe con la loro macchina.
Erre: ho parlato con il tipo, mi ha detto che stasera lui avrebbe la festa della cuggggina del suo amico (che è suo omonimo) e che se vogliamo possiamo unirci anche noi, ma non vuole legare nessuno. Ha detto che arriverà verso le 11 al locale… ma poi ha parlato anche di mezzanotte, non ho capito cosa c’entrasse “mezzanotte” nel discorso. Cosa facciamo adesso?
[ndr: sì, perché Erre in questo periodo subisce degli strani momenti di mancanza di comprensione del testo]
Mae*: fammi capire, noi ci dobbiamo presentare alla festa di questa tizia che non conosciamo e lui neanche c’è, arriva dopo?
E: [confusa] si…
Io e Acca ci guardiamo perplesse, sorrido comprensiva e continuo…
M: ma cosa intendeva con “non voglio legare nessuno”, cioè ti ha dato l’impressione che non volesse che tu andassi o il contrario?
E: [più confusa] non lo so… [pausa] pensate che mi volesse mandare a quel paese? [ancora più confusa] si è comportato male, vero [disperata]?
Mae*: [rassicurante] ma nooo, nooo, avevate già deciso di vedervi stasera, allora ciccina facciamo quel che vuoi fare tu.
E: cosa sarebbe meglio fare in questo caso??? Non vorrei dare l’impressione di corrergli troppo dietro…
M: [tanto lo so che muori dalla voglia di andare] pensa solo a cosa vuoi fare…
E: [risoluta] ok, allora andiamo.
[cut]
Acca irrompe: ok andiamo, ma io vengo con la mia macchina così a mezzanotte vado via, magari accompagno a casa anche Mae. [mi guarda convinta]
Mae*testa: Se arriviamo verso le 11 nel locale ma soprattutto se – come io prevedo – il tipo non si farà vivo prima di mezzanotte (perché sono sicura che è questo il pezzo di discorso che Erre non ha colto) andarsene via proprio a quell’ora non mi sembra la mossa più opportuna, soprattutto conoscendo il temperamento di Erre.
Osservo l’espressione di Erre e so con minuziosa esattezza quanto sia delusa. Così proseguo…
M: [imbarazzata rispondo maldestramente] poi vediamo più tardi, non vorrei che Erre mi si suicidasse [espressione ironica]
Erre sorride, sa che ho colto il punto del problema.
In macchina verso il locale.
Chiamata all’esserino: operazione compiuta, sono uscita con Erreuccia!
Intanto Erre (disorientata e alla consueta ricerca di qualche certezza) mi intima di chiedere un parere tecnico all’unico omino a nostra disposizione. Purtroppo so già che sarà un operazione rischiosissima, ma eseguo lo stesso:
Mae* al cell: Stiamo andando ad una festa di una tizia, che non conosciamo, che è cugina di un amico del tipo con cui deve uscire stasera Erre… (tutto chiaro? Serve schemino? No.. ok), cosa ne pensi?
L’esserino: [con naturalezza] non vedo dove sia il problema…
Riferisco. Erre sembra sollevata… poi insiste: chiedi chiedi ancora…
Mae* al cell: [imbarazzatissima perché *sa* che questa domanda genererà una risposta a dir poco veemente] secondo te perché ha agito così il tipo? Dovevano uscire insieme e poi ha deciso di deviare su questa festa di amici, non credi possa essere una mossa un po’… ehm.. scorretta? altrimenti che significato può avere?
L’esserino – come previsto – si esibisce in una potente bordata di improperi e veementi affermazioni sul fatto che la mia amica debba smettere di farsi tutte queste paranoie su ogni mossa degli omini… che non ci sarebbe assolutamente nulla da analizzare e che soprattutto lui non ha voglia alcuna di starci a pensare…
Riferisco a Erre: [reticente] ehm.. dice che non dobbiamo porci tutte queste domande, che è inutile. [Poi aggiungo..] sai che l’esserino non approva questo tipo di paranoie mentali. Erre rimane pensierosa.
Arrivo al pub.
Sono quasi le undici, ovviamente del tipo nemmeno l’ombra. Erre lo chiama, il tipo è appena arrivato a Roma, dovrà prepararsi e abitando abbondantemente lontano dal pub è chiaro al mondo intero che non sarà qui prima di mezzanotte.
Mezzanotte.
Erre ha un’illuminazione: forse era questo che intendeva nel discorso, ciò che mi era sfuggito…
M: [la guardo comprensiva] tesoro penso proprio di sì.
Erre ripete la frase con delusione “eh sì, non sarà qui prima di mezzanotte, vero?”, come fa sempre quando cerca (inutilmente) di mettersi definitivamente l’anima in pace.
Fin qui solo l’inizio della serata, il seguito – forZe – prossimamente.
…ma c’è tutto ifer qua sopra? :-)
no, scusa, ormai ci devi dire com’è andata a finire :-)
La tua amica pare clonata dalla MIA amica Lu, che ha per vizio quello di chiadermi giudizi sulle persone che a lei piacciono dopo avermici fatto passare insieme trenta minuti, dei quali 29 passati a parlare del tempo e uno passato in silenzio. Che le devo dire, a quel punto? Di solito le rispondo “Boh, comunque deve piacere a te e non a me”. E lei s’incazza… Chissà perché ^___^
ho come una stranissima sensazione di deja-vu ;)…. continua subito il racconto ti prego!!!
moni
forZe? come forZe? voglio sapere tutto, presto, grazie:) *SB*
continuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
[panda]