Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse…


Pomeriggio di shopping con Erre. In realtà non proprio, mi ero riproposta di non comprare nulla a parte le tre cose di cui avevo urgente bisogno (gommage, batterie, nescafe). Ho comprato solo una crema per il viso, ma a mia discolpa posso dire che almeno della crema ne avevo veramente bisogno. L’iniziale missione era, infatti, di andare a cercare gli stivali che Erre voleva ardentemente.
La nostra prima tappa è la profumeria (Erre deve fare un regalo), soggiorniamo lì dentro per circa otto ore (una volta tanto non sono io l’indecisa) e quando ci accingiamo ad uscire ci accorgiamo che sta piovendo. Piove poco, poi tanto e poi ancora di più. Nessuna delle due ovviamente ha un ombrello e – ancora ovviamente – è uno dei pochi giorni in cui i miei capelli hanno deciso di mantenere una loro forma autonomamente. Così purtroppo il nostro piano deve essere stravolto, scegliamo una tattica alternativa: fingerci fortemente interessate ad ogni negozio abbastanza ampio da permetterci di girare dentro almeno mezz’ora, ma i negozi dotati di questa feature sono nella direzione opposta. Così per tutto il pomeriggio girovaghiamo raminghe tra un negozio e l’altro, senza alcuno scopo (poco male – sia ben chiaro) e senza alcun ombrello. Alla fine del pomeriggio però – quando la pioggia ormai si è fatta incessante – realizziamo che entrambe dobbiamo comunque tornare verso casa sotto la pioggia. Voglio un ombrello. Cerco spasmodicamente un ombrello. Erre ha fatto voto di non comprare ombrelli dagli omini ambulanti, quindi l’ipotesi viene scarta, ma dopo due tre quattro negozi ancora nessun ombrello. Intanto siamo sempre più zuppe. Gli unici che troviamo costano quanto una cura ricostituente in una clinica del benessere, optiamo per rischiare l’eventuale ricovero. Poi all’improvviso spunta dal nulla uno di questi omini magici che vendono piccoli ombrelli solo quando piove e tu sai che l’ombrello durerà al massimo due giorni – se va bene – ma ne hai bisogno e allora cedi alla dura legge del più forte. Anche Erre ormai ha ceduto ai suoi principi fondamentali ed è decisa a comprarlo. Ci guarda, noi guardiamo gli ombrellini orripilanti (anche sotto la pioggia, questo fattore ha un suo peso), Erre è dubbiosa perchè la cifra le sembra eccessiva e noi non siamo geneticamente predisposte a tirare sul prezzo, ma improvvisamente intravedo qualcosa nel cesto e ho un impeto di inaspettato decisionismo: «ok, io lo prendo e voglio quello tutto giallo».
Erre perplessa: «ciccina, quello giallo???»
Mae*testa: tze, qui non si conosce lo yellow power… «sì, sì, proprio quello».
Spinta dalla mia sicurezza anche Erre decide di prenderne uno, ma fantasia. Ci avviamo verso la metro e con il mio nuovo ombrellino giallo mi sento quasi una bambina (ok, non c’è tanta differenza dal solito, diciamo una bambina felice).
Erre commenta «E’ carino in fondo giallo…» pausa riflessiva «ehm… si vede che non ne sono tanto convinta, vero?»
Mae* saltellante «sì, si vede» sorrido «ma a me piace».
Insomma sono gli effetti magici di un ombrellino giallo.











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