Sostanziali consapevolezze

Ho già accennato ad alcuni comportamenti bizzarri di un genitore in mio possesso. In realtà la cosa davvero singolare non è l’evento in sé (comprare il portatile), ma come si è svolto. Con timore per eventuali fughe di notizie, ho deciso di riportare alcuni estratti live di sabato.


11 di sabato mattina.
sono le undici arghhh, devo uscire da casa senno perdo il treno, cavolo devo ancora chiudere la valigia, devo uscire alle undici senno perdo il treno, devo ancora pettinarmi (!), devo uscire alle undici senno perdo il treno, devo ancora risistemare la camera, argh devo uscire alle undici senno perdo il treno, squillo del cellulare, cazzo cazzo cazzo, non ho tempo per rispondere sono le undici devo uscire da casa senno perdo il treno… è mio padre, devo rispondere: mio padre non chiama mai, se chiama vuol dire che serve qualcosa, sono le undici devo uscire di casa senno perdo il treno, rispondo al telefono.
– ciao, che fai?
– sto per uscire per andare in stazione
– hai qualche minuto di tempo?
– no papà, mi spiace, senno perdo il treno
– ah va bene, allora non importa
– [ma siccome sono sempre troppo preoccupata che serva il mio aiuto aggiungo] dai dimmi almeno cosa ti serviva…
– sono al centro commerciale sto vedendo i portatili [penso: oh cavolo proprio oggi che sono via doveva decidere di comprarlo], c’è un xxxx che ha un monitor che si vede molto meglio dell’altro e ha un masterizzatore dvd migliore di quello del pc che avevamo deciso noi, costa solo 300 euro in più.
– solo?!? [penso “è già stato assimilato”, ma non ho tempo per spiegare oltre, con tono abbastanza deciso dico brevemente] papà non mi sembrano differenze così importanti, sul dvd la spiegazione è lunga ma non credo sia come dice l’omino…
– ma se poi non posso masterizzare alcuni tipi di dvd mi scoccia! [ndr. è stranoto che alla fine non masterizzerà mai nulla, gli ho regalato un masterizzatore cd a marzo e non ha ancora masterizzato neanche un cd]
– papà non è proprio così, il discorso è lungo, non ne so molto neanche io, bisogna rifletterci, ma ora non ho tempo…
– va bene non importa, ci possiamo sentire dopo?
– ti chiamo appena salgo sul treno, così ne parliamo per bene
– fra quanto tempo?
– fra un’ora sono sul treno, aspetti che ti richiamo, ok???
– ah, ok, allora aspetto qui e ci sentiamo appena sali sul treno.
– bene, ciao.
Bene.
Sono le undici e dieci.
Sono le undici e dieci, dovevo uscire alle undici senno perdevo il treno, cretina, cretina, cretina.
Corri, prendi valigia, porta valigia, sali in macchina, in fila, arghh, fila di sabato mattina (!), argh c’è il mercatino, bastardi, dovevo uscire prima, cretina, perderò il treno, cazzo, tutti rossi i semafori oggi, ho il ticketless e non so come devo fare se perdo il treno, che palle, non posso nemmeno correre perchè il piede mi fa male. Cazzo. Intanto esserino istruiscimi a dovere sui masterizzatori dvd.


La stazione centrale in vista: dodici meno cinque. L’esserino sorride malefico: ce l’abbiamo fatta.
– scendo al volo senza parcheggiare
– è ovvio.
Corri, fatti coraggio e corri su per la scala mobile con la valigia, permesssooo, scusi permesso, occhio al tabellone, binario 10, arghhhh, 8 binari ancora, eccolo lo vedo, imbocco il binario di slancio, dubbio, signor controllore non ho controllato all’inizio del binario [sì, sono ossessiva] “per roma vero?”, annuisce, perfetto, ancora qualche minuto disponibile per portarsi avanti con le carrozze: ma se poi si chiudono all’improvviso le porte? meglio salire subito. Sono sul treno: carrozza 2 prima classe, devo arrivare solamente alla carrozza 10. Una signora di prima classe mi sorride e ironizza sulla mia imminente morte per infarto.
Mi riprendo lievemente e mi trascino verso il mio posto, mi abbandono sulla poltrona, respiro. Sono le 12.
Chiamo.
– papà sono sul treno
– senti, dimmi che il xxxx è un computer bellissimo, perché l’ho appena comprato
[miei svariati pensieri censurati]
– papà non ne ho la più pallida idea, questa marca non l’avevamo mai presa in considerazione, non ne so niente [ho la profonda consapevolezza che non avrei dovuto dire questo].
– vabbeh ma sarà bello no?
– [so per decennale esperienza che c’è una sola risposta esatta a questa domanda, ma la mia coscienza non mi permette di rispondere come di dovere] mmhh penso di sì, ma secondo me i soldi di differenza non valevano la pena.
– uffaaaa, non mi dire così…
– ok, ma così alla cieca non so cosa potrei dire, almeno che modello è lo sai?
– no. Guardo cosa c’è scritto…
– ok, non importa
– adesso lo devo ritirare, ti richiamo dopo
Minuti dopo minuti, nessuna chiamata. Chiamo io: cellulare spento. Ore dopo ore, nessuna chiamata. Chiamo io: cellulare ancora spento.
Roma.
In macchina con mia madre.
– tuo padre è arrabbiatissimo con te, ha detto che gli hai distrutto il suo computer nuovo e che per questo non l’ha neanche ancora aperto. Adesso verrà a casa a fartelo vedere subito. Sai bene che devi fare vero? Cerca di farlo contento.


So benissimo che la parola d’ordine è solamente una: “papà, è perfetto”.
Per la cronaca non sono riuscita a eseguire diligentemente il compitino assegnatomi. Però detto fra noi, il computer è bellissimo.













































4 Comments

  • Bellissimo racconto! Morale: papy ha sempre ragione anche quando fa delle cazzate (o e’ solo che ha molta fortuna?).
    Ciao!
    Gian

  • grazie! :)
    non è solo fortuna, ma la sua ricerca ossessiva compulsiva per avere la cosa ottimale è snervante e senza senso ;).

  • E’ che voi non avete nessuna fiducia in noi, che siamo i vostri anziani genitori. Pensate di sapere tutto voi, dimenticando che il mondo su cui passeggiate, l’abbiamo fatto noi! :-)
    (Guai a chi dice: bella schifezza! Nè..)

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