Ero qui immersa in multiplexing, demultiplexing, link layer, ack e chissà cosa diavolo d’altro quando ho deciso di fermarmi a scrivere il post che ho in mente da un paio di giorni. Vi avverto che sarà lungo e tempestoso, probabilmente anche tendenzialmente noioso, ma è necessario al mio microcosmo blogghico.

Anno nuovo, in attesa di una vita nuova ci accontentiamo dei feed nuovi di zecca, costruiti con estrema fatica e molto sudore da me medesima.
Per chi stesse brancolando nel buio al suono delle mie parole, specifico che sto parlando degli ormai leggendari feed RSS. Per chi continuasse a brancolare nel buio anche dopo queste righe consiglio una gita gratis sul blog di 4 Banalitaten, mio personale mentore (e senza che lui ne abbia neppure consapevolezza) sull’argomento.
Ma partiamo dal principio: un milione di anni fa o forse due… cioè più di un mese fa (ma è come se fossero un milione di anni) mi metto in testa di riuscire a trovare il modo per avere-creare-materializzare dei feed rss un po’ più decenti di quelli che di solito offrono i servizi gratuiti, che sono sempre meglio di niente, ma sono un po’ inaffidabili e francamente bruttini e qui – da veri ingegneri – si bada soprattutto all’estetica.

Il problema fondamentale è che Splinder non mette a disposizione i feed per i suoi blog, benchè non sia difficile dotare i blog di questa funzionalità. Questo argomento, fra l’altro, è un tema gettonatissimo all’interno della blogosfera e ha generato dibattiti, lunghi discorsi, tecniche di fine spionaggio e atti dimostrativi.
Il problema era di altissima priorità, in quanto nel breve volgere di poche settimane la ragazza indecisa era stata irreparabilmente attratta dal lato oscuro dei feed. Lo diciamo subito per sgombrare il campo da eventuali dubbi: il feed è vita. Feeddatevi tutti e sarete più felici, il mondo sarà più felice, ok, va bene, la blogosfera almeno sarà più felice.
L’ossessione irrefrenabile per quei cosini arancioni dal codice astruso è nata per delle ragioni precise e inoppugnabili: usare i feed è estremamente comodo (e quando dico estremamente intendo oltre ogni ragionevole immaginazione), i feed sono comodi (sì l’ho già scritto, ma – nel caso non aveste capito – meglio ripetersi), i feed sono un’invenzione geniale, i feed sono semplicità nella complessità, i feed sono ordine nel caos e soprattutto [parafrasando una mitica frase di usenet] “il feed è bene“.

Non vi vedo ancora convinti, soprattutto della mia sanità mentale; ok, accantoniamo questo aspetto difficilmente dimostrabile per concentrarci sulle reali capacità di questi cosini infernali. A vederli in faccia, in effetti, servono a poco e sono anche un po’ ostici da interpretare; però se si usa un bel programmino (ce ne sono tanti e di vari tipi – e se volete potete fare come me che li ho scaricati tutti per poi decidere che nessuno era abbastanza carino per i miei gusti) e si inseriscono tutti gli indirizzi linkati alle giffine arancioni, per magia diventano estremamente chiari, semplici e comodi (sì, ho detto ‘estremamente’ e ‘comodi’ di nuovo).
Per chi è solito frequentare i newsgroup possiamo dire che è un po’ come leggere i blog su Agent [sostituire la parola ‘Agent’ con il newsreader preferito]. O, se vogliamo, è un po’ come leggere la posta. Ogni blog ha la sua ‘cartellina’ personale con tutti i post, contraddistinti da titolo, permalink e (a volte) autore e data. Ogni volta che apri il tuo feed reader (il software sopracitato), lui automaticamente provvede ad aggiornare i feed rss che hai ‘collezionato’ e segnalarti se ci sono post nuovi. Così in pochi secondi hai la percezione esatta di quanti blog sono stati aggiornati, di quali e quanti blogger hanno aggiunto dei post, e tante altre comodità (ho detto comodità?) che non sto a dirvi. Tutto questo può risultare congeniale giusto ad un vero maniaco catalogatore dei blog, ma la maggior parte dei blogger lo sono, è inutile che fate i vaghi.
Senza dimenticare i bellissimi ‘baloon’ che molti programmi utilizzano: in questo modo, ad esempio, se le pulcine hanno aggiunto un post mentre sto facendo altro, il programma mi avverte e posso correre a leggerlo subito. E’ maniacale? Certo che lo è. E’ maniacalmente comodo.

Ammetto che all’inizio anche io ero restia all’idea, non si capisce fino in fondo la bellezza degli aggregatori finché non si provano. Soprattutto mi dispiaceva perdere il ‘contatto visivo’ con i blog: molti blog – è ovvio dirlo – sono belli da leggere anche perché visivamente affascinanti e, sinceramente, gli aggregatori non lo sono neanche un po’. Ma presto ho superato questo blocco, perché in realtà non si perde il contatto con i blog, anzi spesso li si frequenta più di prima, ma solo quando è necessario farlo. Per di più, quando il numero di blog che segui regolarmente comincia a diventare preoccupante, il feed reader aiuta a risparmiare tempo, memoria e pazienza.
Inoltre, personalmente, trovo che aiuti a ‘tenere sott’occhio’ i blog che non si seguono con grande regolarità. Con questo metodo ho scoperto molti blog interessanti, blog che magari non avrei seguito perché distratta dai mille altri che seguo con più assiduità.
Questi sono brevemente (sì, ho scritto brevemente, e intendevo proprio questo) i motivi che ben presto mi hanno convertito al credo dell’aggregazione e mi hanno spinto al collezionismo blogghico, che è peggiore di quello delle figurine.

Dicevo, quindi, che circa un mese fa ero entrata nel vortice pericolosissimo di questa esigenza creativa. Quel che serviva nel mio caso era qualcosa che riuscisse a prendere il codice html del blog e a trasformarlo magicamente in feed (tecnicamente uno scraper), possibilmente facendo meno passaggi ‘manuali’ possibili, in modo che aggiornare il file rss non diventasse ogni volta un martirio insopportabile. La follia del feed mi attanagliava a tal punto da farmi decidere un giorno di impelagarmi in un po’ di programmazione per ‘modificare’ qualcuno degli script trovati in giro e piegarli alle mie pretenziose esigenze. Ovviamente, però, i programmi che avevo scelto per le necessarie modifiche non erano scritti in nessuno dei linguaggi da me (seppur vagamente) conosciuti [e ora so perfettamente che qualcuno se ne uscirà con un programmino in C++ perfettamente funzionante che io ovviamente non sono riuscita a trovare], ma pensate che un così insignificante particolare potesse fermasse la mia impresa? Assolutamente no.

Cercare di far funzionare un bastardissimo programma in qualunque linguaggio è sempre una dannazione, soprattutto se non conosci il linguaggio stesso. Per questo nel corso delle settimane l’ossessione è divenuta inferno, l’inferno è divenuto una lotta contro il destino cinico e baro e – siccome è noto che son ben più testarda di lui – la lotta è divenuta di nuovo ossessione, e via dicendo. Ed è forse per questo che, in ambienti contigui al mio blog, per mano di invidiose figure si è presto sparsa la leggendaria voce sul mio vero fidanzato: il feed.
Piccoli miglioramenti e grandi sconfitte mi hanno accompagnato per tutto dicembre finchè, poco prima di Natale, il primo pargolo ha preso forma. Ero già molto contenta e momentaneamente appagata, ma non totalmente soddisfatta: mancavano data e ora. Avrei potuto accontentarmi, è vero, ma vogliamo mettere quanto sia più carino un feed con data e ora? Non c’è paragone: e quindi che data sia.
Il file rss ha perciò definitivamente preso forma grazie ad una notte quasi totalmente insonne di fine dicembre, in cui, rigirandomi nel letto fra progetti interplanetari di espansione blogghistica e pensieri funesti di tipo personale, l’illuminazione sulla soluzione perfetta e soprattutto funzionante [perché, come è noto, ‘La soluzione funzionante è la soluzione più semplice. La soluzione complessa non funziona’] è apparsa nella mia testa del tutto autonomamente.

Il risultato di tutto questo è l’antipixel che vedete nella colonna qui a sinistra: non potete sbagliare, è inconfondibile. In effetti la piccola giffina non rende giustizia all’enorme fatica accumulata, ecco perché ho provveduto a controbilanciare con un post adeguato alla portata dell’impresa [sappiate che questo post è stato già preventivamente accorciato di diverse righe, spero apprezziate il gesto].
Quindi, in verità, tutto questo farfugliare serviva solo a introdurre le seguenti semplici e brevi righe:

Se per un – temo – remotissimo caso qualche sparuto lettore usasse il feed RSS per seguire questo blog, consiglio di cambiare il riferimento nel proprio feed-reader con questo nuovo e sgargiante, che è sicuramente più aggiornato [con l’eterna speranza che il server funzioni], è più leggibile ed è dotato di titolo proprio, data e ora di invio e nome dell’autore (che poi sarei sempre io, quindi in effetti non è una gran scoperta).

Teaser:
E presto su questi schermi potrete ammirare anche la klip-ina! Per l’essenziale motivo che quando apro Klipfolio, la margheritina viola che appare nella systray (per non parlare della decorazione tutta) migliora immediatamente la mia giornata; la funzionalità ovviamente è del tutto irrilevante, è una questione di priorità.































14 Comments

  • siccome normale non sono, io ti leggo sul blog, poi su feedreader – che se penso a quanto è stato semplice il nostro rss quasi mi vergogno – e poi su klipfolio. do soddisfazione, eh? [sere]

  • chetti: il problema non è farli, è metterli sul sito e lì conto poconiente.
    mae*: giusto una cosa, ma perché sono fissata. adesso hai il titolo al posto del titolo e poi, ripetuto, all’interno del testo del messaggio. questo non crea particolari problemi da feedreader ma quando leggo il feed come klip il secondo titolo si appiccica al resto del testo. nessuno è in pericolo di vita, mi rendo conto, ma non è bello. [io ho salutato l’rss prenatalizio con urletti e saltelli, altroché]

  • Feed the world!.. Prossimo step? Klip.. che mi piace un sacco! Lo eleggerò a reader preferito.. anche se continuo a sfogliare con il browser, perchè sono un conservatore tradizionalista! :-)

  • sere: come puoi ben immaginare ne sono dolosamente consapevole ;), ma poichè mi sembrava il problema minore, mi sono concentrata sulle funzionalità essenziali :). Purtroppo splinder non ha il campo ‘titolo’ quindi gliel’ho fatto individuare in un modo asburgico (che infatti non funzione sempre al 100%), togliere il titolo dalla descrizione è altrettanto complesso, ma è nei miei progetti per il futuro ^___^, promesso. [ringrazio commossa per gli urletti prenatalizi :)]

  • sono svenuto al quarto capitolo (chiamarli paragrafi mi sembra riduttivo nei loro confronti)… mi fai un riassuntino del resto? ;-)

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