Stima per eccesso o per difetto?


Oggi ho preso il nuovo numero di Vanity Fair (quello con il nuovo direttore) e a parte qualche cambiamento (giudizio sintetico: non male, ma può impegnarsi di più) ho trovato un’inusuale novità [domanda: c’era anche nei numeri precedenti? perchè era un po’ che non prendevo Vanity Fair]: alla fine di ogni articolo c’era la seguente nota:
tempo di lettura previsto: 3 minuti  [il tempo cambia ovviamene per ogni articolo]
Sono rimasta colpita e perplessa per qualche secondo e poi sono stata assalita da pressanti e serissimi dubbi:
come calcolano il tempo previsto???? e se io leggo più lentamente? c’è un omino che viene pagato a posta per cronometrare il tempo che impiega per leggere? o c’è un metodo standard? non ci sarà mica qualche unità di misura standard conservata a Parigi della quale sono all’oscuro????
Insomma io questo tempo di lettura non l’ho mai studiato e non so come maneggiarlo, vi prego aiutatemi.





12 Comments

  • Impegnati, cronometrati, e se ci tieni meno del tempo stimato è il segno della tua opprimente intelletualità.

  • Secondo me è una mossa dei servizi segreti. Chi ci mette più di tre minuti è un provocatore che cerca informazioni, oppure un intellettuale comunista che vuole trovare il pelo nell’uovo. Fossi in te non comprerei più il giornale per stare tranquilla.

  • La cosa incuriosisce anche me. In radio l’editor dei testi indica un tempo “di ingombro” relativo.. se sono previsti contributi audio ne somma i tempi a quelli di lettura previsti.

  • C’è una differenza essenziale: in radio chi legge la notizia (o comunque il testo) lo fa ad alta voce ed è addestrato a farlo nella manirea che il testo possa essere masimamente chiaro. Insomma, ha una lettura impostta. Non così la lettura silenziosa in metropolitana o in treno, dove ognuno macina pagine (o ci striscia sopra lumacosamente) come meglio gli aggrada.

  • visto l’utilizzo che di solito faccio della mia copia di vanity fair io credo che le indicazioni volessero in origine essere più precise, poi si è cercato di ridurre gli ingombri fisiologici a standard più eleganti: tre minuti vuol dire impegno e sforzo medi, salvo complicazioni.

  • Typesetter.. e tu hai ragione. Sono io ad essere distorto, che anche mentalmente leggo come se fosse a voce alta. Immaginando le pause, le intenzioni. Ma è colpa mia. Altre volte invece leggo per leggere e sono lentissimo, le pagine mi durano 10 minuti ciascuna..

  • Fra, non ti preoccupare. Sono distorzioni professionali. Io, quando vedo un’interlinea un po’ alla cazzo, ho subito l’istinto di modificare il foglio stile… E allungo la mano verso la tastiera, anche se sono in metropolitana.

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