Sono diversi giorni che scrivo poco sul blog, c’era un motivo… il mio stato di nevrosi e prostrazione che non mi permetteva di esprimermi a parole… vagavo per casa in stato ansioso catatonico facendomi domande sulla mia esistenza, sulla mia esistenza di ingegnere. Ormai i giochi sono fatti e posso parlarne. Una povera studentessa sfigata vuole dare un maledetto esame, vuole dare il suo terz’ultimo esame – cavolo deve essere la prima volta che dico questa parola – e vuole farlo nel modo meno indolore possibile… senza troppe agitazioni – una volta tanto – c’è l’appello previsto, c’è tempo, in linea teorica non ci dovrebbero essere grossi problemi. In linea teorica. Perchè il professore è introvabile, non per uno.. due o tre giorni… ma per settimane intere… niente, non c’è modo di rintracciarlo, al dipartimento ne sanno meno di me, girano diversi fantomatici indirizzi email ma per ora non ha risposto a nessuno di quegli indirizzi (temo il giorno in cui scaricherà le mailbox e troverà 40 email con il mio nome ;)), il telefono dello studio è del tutto inutile. Insomma dopo due settimane e mezzo di ricerche infruttuose, dopo aver scomodato anche qualche conoscenza ;), mi sono dovuta definitivamente rassegnare al fatto che non mi sarei liberata del mostriciattolo nell’immediato. Con oggi chiudo definitivamente l’attesa e me ne vado in vacanza mentale.
La bella notizia è che questo mi ha permesso di avere oggi la mia giornata di svago totale. Shoppinngggggggg!!!
Telefonatina mattutina della mia amichetta che mi esortava a realizzare che sono due settimane che glielo avevo promesso e mi intimava di rendermi conto che anche oggi la ricerca del professore sarebbe stata del tutto vana.
Ragguaglio veloce sulle nostre rispettive vite sentimentali, veloce perché ci saremo dovute vedere comunque nel pomeriggio, di solito ci impieghiamo come minimo un’ora benché questa conversazione si ripeta ad intervalli di non piu’ di tre giorni ;).
Pomeriggio.
Il caldo torrido mi attanaglia appena uscita da casa, odio il caldo, odio il sole!!
Il primo argomento è sempre lo stesso: perché perché perché gli uomini dicono sempre la cosa sbagliata! o meglio – per essere più obiettivi – dicono sempre qualcosa di diverso da quello che ci aspetteremo??!!! Anche quando li insultiamo, gli mandiamo un messaggino acido ricordandogli che non abbiamo dimenticato il modo assurdo con il quale ci hanno tradite e grazie a loro adesso odiamo ogni essere sulla terra che anche solo lontanamente pensa di tradire la sua compagna??? [Ok, il messaggino avremmo anche potuto risparmiarcelo, ma ogni tanto un po’ di sana cattiveria fa bene all’anima ;)]. Cerco di sparare qualcuna delle mie strane idee per dare una parvenza di sensatezza a tutta la questione, ma mi sento immediatamente una donna inutile e illusa. Ma ora si può partire verso nuovi orizzonti: lo shopping.
Si gira per negozi, solito schema libero: io vorrei tutto ma non ho intenzione di comprare nulla finchè non ci avrò pensato accuratamente almeno per un paio di giorni (e a quel punto ovviamente l’articolo sarà terminato ;)) o altrimenti finchè non andrò al negozio da sola in modo da poter spendere le necessarie otto ore di indecisione senza sentirmi in colpa per la mia amichetta, oltre che per la commessa (ma questo è inevitabile); lei invece comprerebbe solo ciò che le serve e ha la velocità di decisione di un batter di ciglia, tanto che a volte non riesco neanche a seguire i suoi ragionamenti, e conoscendomi alla perfezione insiste per farmi entrare a provare qualunque cosa io adocchi in vetrina. Con questa tecnica a volte riesce a farmi comprare qualcosa. Di solito però funziona maggiormente l’altra tecnica, quella che abbiamo attuato oggi. Lei punta qualcosa… si avvicina e decide immediatamente che il prodotto la convince, però ovviamente vuole prima misurarselo, riflettere se le sta bene, valutare quale colore scegliere etc. Nel frattempo io la guardo provarlo, le do consigli e decido che sì fooorseee piace anche a me… e che foooorrssseee se sta bene così a lei potrebbe stare bene anche a me… certo non abbiamo esattamente lo stesso stile… ma questa cosa potrebbe andare anche per me, così va a finire che ne prendiamo due ;). Lei reagisce sempre con entusiasmo: è l’unica donna al mondo che conosco che reagisce con entusiasmo quando compri un capo uguale al suo.
Oggi pero’ non abbiamo acquistato quasi niente, ciabattine per il mare e vestitini-copricostume. Di vestitini ce ne erano di tutte le fantasie, in tre modelli fondamentali: quale fosse il mio preferito non c’erano dubbi – questa era facile – una spallina sola, orlo storto. Ma le fantasie erano davvero tante… attira la mia attenzione una fantasia verdina con ‘cosetti’ cashmere. Lei prende un vestitino fantasia *viola*, lo guarda.. lo misura… io rifletto “no dai ancora viola no…”, le sta molto bene e ne compra ancora uno con un’altra fantasia. Io rimango 5 minuti davanti al bancone in preda ad una crisi schizzofrenica: “posso permettere che *qualcuno* compri in mia presenza un vestitino viola e che quel qualcuno non sia io?”. La risposta è semplice: no.
vorrei raccontarti del mio terz’ultimo esame – controlli: un’odissea. dopo sei mesi, l’ho implorato per telefono di restare fermo dov’era, stavo arrivando – e del giroshopping virtuale del tardi pomeriggio. ho un’amica in visita, la scusa perfetta per immergermi in un sabato devoto al consumismo e concretizzare la sintesi perfetta borsa+scarpe a cui penso da giorni.
sono l’unica a guardare i finestrini della metro corrucciata, pensando ai dettagli della scarpa di cui avrei estremo, immediato bisogno? per settimane, intendo. peccato che poi non esista, che non ci sia il numero, che la comessa mi faccia la solita scenata della mezza misura. è un mondo difficile :)
aggiornamento: missione miseramente fallita. [sere]
se ti puo’ consolare anche io ho un problema con le scarpe, me ne servono DUE paia ben precise, per ora ancora niente, ma come giustificazione c’è che andare per negozi con il mukko non aiuta molto ;)