dolori di giovani ingegneri
Su Conundrum il giovane ragazzo racconta delle sue vicissitudini con l’ingegneria, il pezzo mi ha colpito molto, non poteva essere altrimenti. Capisco profondamente quel tono, quel disagio, quell’ansia pre-esame, ci sono passata più di una volta durante gli anni – con angosciante ripetitività – senza mai avere il coraggio (perchè di questo si trattava) di cambiare strada, neanche di pochissimo. Se avessi avuto quel coraggio sicuramente sarebbero cambiate molte cose e probabilmente è proprio ciò che mi ha sempre fermato, perchè sebbene spesso fosse visceralmente impossibile per me studiare alcune cose, il resto – le persone, la vita, le convinzioni – era troppo radicato in me e non sono mai riuscita a staccarmene completamente, a pensare di staccarmene. Spesso ho pensato che questa fosse una debolezza, alcuni intorno a me la chiamano perseveranza, a me francamente non hanno ancora convinto. Insomma in realtà la vera difficoltà di ingegneria sta nella prova psico-fisica
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magari da casa provo a tornare con più calma sull’argomento – che è una delle mie bestie nere :)
in breve, neanche io sono convinta sia stata perseveranza, forse più cocciutaggine. [e un po’ paura del salto nel vuoto, si puo’ dire?] [sere]
penso che, in fondo in fondo, ingegneria sia più uno stile di vita che non una facoltà. questo, però, porterebbe a due imbarazzanti conclusioni: 1. che si nasce ingegneri, che si vive ingegneri e che si muore ingegneri (quest’ultima potrebbe essere una cosa interessante da studiare: come muore un ingegnere? traccia uno schema della propria fine? oppure rinuncia, in extremis, ai diagrammi a blocchi? :-)); 2. come corollario della (1): per quante cose si facciano, se anche si cambia facoltà, si rimane ingegneri fino alla fine. ergo, si può lasciare l’ingegneria, ma non si può esserne lasciati. :-) [lele]
sì, sere si puo’ dire… sono molto propensa per l’opzione “paura del salto nel vuoto” :)
credo che girasse un qualche battuta triste tipo ‘l’ingegnere non muore, si spegne’ e via con i tormentosi cliché :) non credo nella predestinazione – io da piccola voler fare il medico legale e magari sarebbe stato meglio – e gli ingegneri più ingegneri che conosco hanno tutt’altri titoli. forse è un virus.