brillantissime menti
Stasera vorrei dire tante cose, vorrei dire delle come assurde che mi son capitate oggi all’università, delle cose assurde che mi capitano sempre all’università, ma in realtà ho sempre un latente timore a raccontare queste cose.
Dirò, però, che oggi ho perso la lezione che mi interessava perchè in bacheca avevano messo gli orari delle lezioni sbagliati, fosse solo questo [1]. Gli orari in bacheca erano massimamente incomprensibili e riportavano delle evidenti discrepanze, malgrado questo nessuno – proprio nessuno – se ne è accorto e tanto meno ha rimediato successivamente quando uno studente volenteroso è andato in presidenza a chiedere se fosse proprio il caso di lasciarci tutti nella confusione più totale. A quel punto la loro idea geniale è stata di fornire al suddetto omino l’orario corretto e dargli il compito “di scriverlo”. Di scriverlo??? dove, su un muro? o a lettere cubitali sulla vetrata del dipartimento? mah. Il ragazzo pazientemente si è messo a trascrivere tutto l’orario sulla lavagna dell’aula in cui si svolgono la quasi totalità delle lezioni di quel corso. I fortunati presenti sono stati così illuminati. Naturalmente alla lezione successiva, quando il professore di Elettronica1 cancellerà la lavagna per spiegare, gli orari corretti saranno persi per sempre nelle nebbie.
Ovviamente non c’è bisogno di dirvi che gli orari non hanno assolutamente niente in comune con quelli sbagliati, a parte la divisione netta della giornata fra primo e secondo canale, ma ancora una volta non è concesso sapere a quale canale si deve far riferimento (per fortuna ormai conosco i miei polli, so come funzionano queste cose e riesco ad anticipare l’avversario [2]).
Molte delle persone a cui ho raccontato nel tempo queste (ed altre) vicissitudini rimangono sbalordite, ma io ripeto loro sempre la mia (ormai) storica frase: questa non è un’università è un corso di sopravvivenza umana. Sgrunfff.
[1] Sì, perchè la cosa più sconcertante in realtà è che in una facoltà di ingegneria non è dato sapere gli orari delle lezioni via internet (come non è dato sapere un sacco di altre cose utili), no il mezzo informatico evidentemente richiede troppo impegno per gli ingegneri (cosa che si evince anche dalla povertà e dalla totale e fantasiosa disorganizzazione del sito della facoltà).
[2] ragazza (oggi in uniforme d’ordinanza) viola – scusatemi, posso chiedervi una cosa?
gruppo di ragazzi – dicci pure…
– ho perso la lezione perchè era sbagliato l’orario, voi l’avete seguita?
– sì [comprensivi]
– il prof è sempre BIP?
– sì, sì c’è ancora lui
– mi confermate che il suo canale è A-L?
– sì, il primo canale è A-L
– cosa ha detto a proposito del corso?
– quello che vedi sulla lavagna [nome del libro di testo – è gia qualcosa]
– non ha dato qualche indirizzo web di riferimento per il corso?
– mmmhhh, no, per il java ci dirà degli indirizzi più avanti…
– no, intendevo proprio per il corso, per i lucidi e per gli avvisi.. cose così…
– lui ha una pagina web, mi pare…
– sì ma è vuota, non c’è scritto niente [mae perplessa]
– ah… hai ragione, beh i lucidi che usa mi sembrano uguali a quelli che usa anche l’altro prof… mh… BOP, penso che possiamo prenderci quelli, lui li mette sempre sul sito [già lui, perchè sono capitata nel canale sbagliato?]
– ah, bene allora speriamo che siano davvero gli stessi.
Speriamo.
One Comment
Comments are closed.
Commento di un’amica romana trasferitasi a Milano: «hiiiiiii fa ingegneria a Roma? La Sapienza? ha tutta la mia comprensione. io ora sento di stare in paradiso, al DSI :)».