The IKEA nesting instinct
Domenica me ne stavo paciosa sul divano a sfogliare il catalogo Ikea di questa stagione che ancora non mi era capitato sotto mano… in tv era appena finita la puntata di 24 [che avevo visto poco e male] ed era appena iniziato Fight Club. Il perchè non avessi ancora visto fight club è una lunga storia [e sul perchè sia riuscita a perdermi proprio il finale stendiamo un velo pietoso] che non credo possa interessare, il fatto è che mentre me ne stavo lì felice sfogliando i miei mobili ideali, scegliendo pagina dopo pagina l’articolo che più si addice alla mia personcina e quale sarebbe più adatto per l’ipotetica casa indecisa [ok, ho fatto filotto], nella minuziosa descrizione della sua tetra vita Ed Norton, seduto sulla tazza del bagno, decide di uscirsene così:
Like so many others, I had become a slave to the IKEA nesting instinct.
Butto il catalogo in aria ed commento mortificata “ma questo è sleale!”.
Ammetto che per qualche secondo mi sono pentita, ma solo per qualche secondo, la voglia di rivedere quella fantastica poltroncina arancione per bambini ha prevalso anche sul senso di colpa. Poi oggi ho letto questo articolo[1], segnalato da wittgenstein, e mi sono riappacificata con quella parte ikeosa di me stessa. Perchè sappiatelo, io un giorno vivrò lì, dentro uno degli ambienti ricreati perfettamente, con libri, quadri, computer, coperte e tutto il necessario. Non mi interessa comprarmi tutto, portarmeli a casa e magari dovermeli anche montare, no non serve io posso trasferirmi direttamente lì. Se poi si potesse avere una depandence [si scrive così?] nella zona bambini, avrei sfiorato la perfezione, perchè lo sapete: io – in realtà – ho otto anni.
[1] io però – ah che miscredente – all’ikea non ci ho mai mangiato e quando l’esserino si getta ingordo nello spaccio svedese all’uscita me ne resto scettica a buona distanza. Soprattutto quando se ne esce – tutte le volte – con quel pane-cracker-robasecca che non so come si chiama e che mi costringe a mangiare ogni volta.
mah, io norton (anche se non come aquirente) lo capisco..moriremo ikeosi?
ciao
f.
p.s.
bel blog
le polpettine, yum, le polpettine!*SB*
consiglio: i biscotti/gallette al cioccolato dell’Ikea sono da morte per libidine culinaria violenta.
anche la cucina del self service non è malvagia. [zef]
Compra tutto, monta quello che vuoi… evita le cucine.
un giorno poi ti raccontero’ di quando una mia amica e’ stata pagata per vivere in una casa Ikea.
Naaaa! I pepparkakor! Quelli sono un orgasmo papillare! Io vivrei di pepparkakor dell’ikea (o anche non dell’ikea, ma solo all’Ikea li trovo in confezioni da kilo).