Farmene una copia prima di sognarla e dimenticarla…
E gli astronauti vanno un po’ più svelti.. per levarsi il mondo dai coglioni.. nessuno vuol capire chi sei.. è sufficiente avere una carta di credito.. per non commettere errori.. Sono socio di minoranza.. di questa stanza.. di tutto quello che io ho.. che avevo ieri e che domani avrò.. ma la libertà mi piacerebbe salvarla.. completamente.. se riesco ad imboscarla.. se ho da ripararla.. devo registrarla.. chiudere ogni falla.. prima di prestarla.. farmene una copia prima di sognarla.. e dimenticarla…
Ultimamente sei tu a decidere la strada / io resto dietro di te / raccolgo i sassi rotondi in una scatola quadrata, ho un passatempo inutile… …chiedi un autografo all’assassino / guarda il colpevole da vicino / e approfitta finché resta dov’é / toccagli la gamba fagli una domanda / cattiva, spietata / con il foro di entrata, senza visto di uscita.
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia * piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria * mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone * togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace * libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di libri sotto ai piedi adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori * come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà * e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà…
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità – non stare lì ad accontentarsi degli spiccioli – gli spiccioli dell’anima del cuore – e delle idee – ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie – condizionati dagli anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità – Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici, opplà, buttarsi giù – rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità – Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi e di colpo lì per lì – illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui.
Cadono le stelle e sono cieco e dove cadono non so cercherò, proverò, davvero ad avere sempre su di me il profumo delle mani riuscire a fare sogni tridimensionali non chiedere mai niente al mondo solo te come una cosa che non c’è cercando dappertutto anche in me ti vedo Dentro al replay per un attimo c’ero e anche lei ma in quel momento qualcosa ho cancellato si è fermato il tempo, la sua regolarità e come se morissi è sparita anche la luna, è cominciata l’eclissi.
Ecco spuntare da un mondo lontano l’ultimo mostro peloso e gigante : l’unico esempio rimasto di mostro a sei zampe : quanto mi piace vederlo passare, cosa farei per poterlo toccare : io cosa farei : dicono che sia capace di uccidere un uomo : non per difendersi, solo perché non è buono : dicono loro che sono scienziati affermati : classe di uomini scelti e di gente sicura : ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura : il mostro ha paura… …Basta passare la voce che il mostro è cattivo : poi aspettare un minuto e un esercito arriva : bombe e fucili ci siamo, l’attacco è totale : gruppi speciali circondano il vecchio cortile : dicono che sono pronti a sparare sul mostro : “Lo prenderemo sia vivo che morto sul posto” : dicono loro che sono soldati d’azione : classe di uomini scelti e di gente sicura : ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura : il mostro ha paura… vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi : ma lui sa che il letargo viene solo d’inverno : riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri : che hanno solo due zampe ma sono molto più mostri : gli resta solo una cosa : chiamare il suo mondo lontano : lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano : vorrei poterlo salvare, portarlo via con un treno : lasciarlo dopo la pioggia, là sotto l’arcobaleno…
Samuele – come dire – forse non lo sai, ma qui c’è la donna della tua vita.
[questo invece lo dice michele serra]
4 Comments
Comments are closed.
ricordi la cassetta registrata malissimo ;) che dimenticasti a casa mia a milano? ho letto, ricordato la mia stanzetta “topica” e mi sono pure un po’ commossa:)
ma… giu’ le mani carina!;)))
certo, che ricordo :)… maledetta socia ;))))
Samuele, io me lo ricordo così:
“Scusa Fra, potremmo filtrare un pò di più le telefonate? Le ragazzine che riescono a dire solo che sono bello.. insomma, voglio dire, se devono dire certe cose chiamino Raul Bova!”.
LOL! grazie Fra del succoso aneddoto! :)