– Questi sono gli esercizi che la prof ci ha dato per prepararci, ma poi il test era molto più difficile.
– Almeno questi esercizi ti sono venuti?
– abbastanza, beh sono facili… solo questo qui non mi viene..
– fammi vedere…
x² – 1 > 0
x² > 1
x > ± 1
Lo guardo attonita. Non può aver sbagliato questo. Non dopo aver fatto questa – proprio questa – disequazione (e non una che gli assomiglia ma esattamente questa e altre decine molto simili), un milione di volte.
– Cosa significa questa cosa che hai scritto?
Mi guarda perplesso come per dire: beh se non lo sai tu cosa significa!
– questa è una disequazione di secondo grado, capisci? [spero che queste parole facciano accendere qualche lampadina]
Mi guarda come se gli avessi appena parlato di un alieno sceso da Marte.
– adesso io ti picchio, sappilo.
Sospiro di pazienza, di profonda pace interiore, di autocontrollo morale:
– Tì, queste sono diseguazioni di secondo grado, è un mese che facciamo solo disequazioni-di-secondo-grado, cosa cavolo devi fare quando hai una disequazione di secondo grado??? [ho questo maledetto vizio di cercare di farli ragionare da soli, ma a volte è un tentativo del tutto fallimentare]
Mi guarda sconvolto, come se parlassi di qualcosa di assolutamente incomprensibile, qualcosa di totalmente sconosciuto eppure noi quella maledetta disequazione l’abbiamo svolta, e risvolta, con un metodo, con un altro metodo, comparando i due metodi, schematizzando il procedimento, confrontando le alternative.
Vengo assalita da atroci dubbi, chissà gli altri esercizi come li avrà fatti a questo punto, per non parlare del test.
– Tì, [sospiro ironica] questa disequazione l’abbiamo fatta mezzo miliardo di volte o solamente 2 miliardi di volte?
Sorride, sa di averla sparata grossa. Io non desisto, non desisto mai a riportarli alla ragione.
– che senso dovrebbe avere secondo te x > ± 1?
Farfuglia qualcosa, tenta di spiegarmi cosa pensa di aver fatto, inventa nuovi e futuribili teoremi algebrici.
– questo nella nuova matematica che hai appena inventato, no?
Sorride, questa è la mia battuta standard.
– Prendi, gli esercizi che abbiamo fatto, trova gli esercizi che abbiamo fatto, quelli che ti ho fatto scrivere per bene, passo per passo.
– Non ce l’ho più, non lo trovo.
– Ci deve essere, cercalo. Eccolo. Guarda è esattamente lo stesso esercizio.
– Hai ragione, adesso ricordo tutto, ho capito, ho capito, sì sì sì…
– No. Non “sì, sì, sì”, ripassiamo per bene.
– No, ma ho capito, adesso ricordo tutto, non serve…
– Allora Tì, guardiamoci nelle palle degli occhi, cosa devo fare con te? Non ricordi le cose? no perchè hai un’ottima memoria. Non capisci? no perchè quando ti spiego capisci subito. Sbagli i calcoli? no perchè sei più bravo di me a fare i calcoli, gasp. Allora che cavolo c’è che ti fa sbagliare sempre qualcosa, sempre sempre sempre qualcosa? Ognuno ha un punto debole, ce l’abbiamo tutti, basta capirlo, individuarlo e puntarci un po’ di attenzione, ma con te non so proprio cosa devo fare, dove devo insistere, come devo regolarmi.
Questo è quel che mi succedeva ieri pomeriggio, ciò ce mi succede tutti i lunedì pomeriggio. Questa è una delle rare volte che seriamente non so cosa fare.
Come avrete ormai intuito, mi capita a volte di dare ripetizioni di matematica a giovani menti delle scuole superiori. Non che io le cerchi, mi cadono addosso spontaneamente e io (che non so mai dir di no) rimango incastrata.
Il fatto è che a me sostanzialmente piace insegnare matematica (fisica un po’ meno), lo trovo bellissimo. Mi piace far capire i passaggi, far risaltare i punti fondamentali, mi piace trovare una strada nella loro menti per riuscire a mostrare i meccanismi esattissimi che regolano ogni procedimento. Mi piace svelare – magari sottovoce – qualche trucchetto per non perdersi nell’ingombrante teoria, in quei paroloni che a loro sembrano incomprensibili e insensati, senza però permettergli mai di stravaccare formalmente troppo. Mi piace, mi piace spiegare e sinceramente penso di riuscirci abbastanza bene, di solito i risultati si vedono. Stavolta invece mi sento leggermente disorientata, senza armi efficaci da utilizzare, senza una delle mie tecniche con cui sfinirli e farli così arrendere alla poetica semplicità di questa materia. Ne sono consapevole: sembro pazza, la matematica non è esattamente poesia, ma a suo modo per me lo è, adoro la sua creativa logica e la sua fantasiosa esattezza, quindi non vi preoccupate, non sono impazzita, non del tutto almeno.
fan dei cranberries? idem.. mi ha colpito molto il nome del tuo blog.. ora mi fo una letturina veloce… :D
Marta… Che cosa è una disequazione? Che cosa vuole dire “secondo grado” se non stiamo parlando di cugini? ^_^
typesetter, aspettavo al varco il tuo intervento ;), sappi che mentre scrivevo ti ho pensato ;oPpP
la matematica è poesia pura, non ho dubbi, e quindi non si può spiegare. tutta la mia stima, io sono uscita dalla mia prima – e perciò unica – ora di ripetizione furibonda col malcapitato tontolone.
Immaginavo ^_^ Sarà che per me la poesia è poesia pura e basta.
A WORD is dead / When it is said, / Some say. / I say it just / Begins to live / That day. – Emily Dickinson
Che triste e ristretta visione la tua: chiunque puo’ trovare della poesia nella poesia, è banale.
Ma la poesia dei numeri, beh, quella è la musica delle sfere!
Potrei chiedere quali sfere, ma non sarebbe poetico…
Lezione veloce per la SECca
Disequazione e’ una equazione in cui invece di esserci l’uguale c’e’ > o
evidentemente il segno minore crea casini all’accatiemmelle dei commenti visto che mi ha tagliato mezzo intervento :-)
dicevo… maggiore o minore al posto dell’uguale.
Di secondo grado perche’ la X e’ al quadrato
Per quanto riguarda le sfere, la penso come cri ;-)
I numeri sono il linguaggio della natura
Magnifico e commovente post Martuccia :-)
Brain (e Galileo, mi pare ;-) )
Inve: che cosa è un’equazione? Ricordatevi: io ho cominciato a prendere sistemativcamente solo ed esclusivamente insufficienze in matematica in prima media. In pratica, qualsaisi cosa che ecceda la divisione e l’elevazione al quadrato (ivi compresa l’estrazione di radice quadrata) è al di là delle mie possibilità.
Jude, vediamo: autoritaria, ristretta e…
Un complimento non si nega a nessuno, lo sai che ti amo.
Ho l’impressione che qui aleggino prese per i fondelli ^_^
..c’e’ una cosa nei miei disordinati studi di matematica che non ho mai capito a che cispa serve (come si calcola si, e’ banale).
A che diavolo servono gli autovalori e gli autovettori?
Io volere esempio pratico :-)
luca_ e la geometria :-)
che consesso di ingegneri ;-)
maggiore o minore, ok. ma quanto viene sta disequazione poetica?????
[panda]
Gli Autovalori servono ad essere pubblicati periodicamente su Gente Motori e Quattroruote, gli autovettori sono dei missili da immissione orbitale con il muso di una cinquecento… di piu’ non posso aiutarti ;-)
Aaaaargh! Autovalori! Autovettori! Schifo!