Muletti
Se in un primo momento le notizie sul decreto urbani sembravano positive, in realtà una più attenta e ponderata analisi di come è stato modificato e poi approvato ha dimostrato che la situazione si fa molto più seria del previsto. In sintesi:
Scompaiono dalla legge le responsabilità e le sanzioni ai provider, ma è stato introdotta una minuscola modifica ad una parolina che apre scenari un po’ inquietanti per l’utilizzo da parte del singolo utente del filesharing: «con la modifica introdotta all’articolo 171-ter l’uso illecito del file sharing può tradursi in una responsabilità penale a carico dell’utente, con sanzioni che comprendono anche carcere tra 6 mesi e 3 anni.».
Più dettagliatamente da Punto Informatico:
«L’articolo in questione copre l’abusiva duplicazione di opere protette diverse dal software: se compiuta per uso non personale ed a fini di lucro la condotta è sanzionata con la reclusione da sei mesi a tre anni.
– Il comma 2 del testo del decreto, come emendato dalla commissione e approvato dalla Camera, sostituisce la locuzione a fini di lucro con quella per trarne profitto.
– Il comma 3 introduce, sempre all’art. 171-ter, la lettera “a-bis)” che sanziona con la medesima pena chi, per trarne profitto, comunica al pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore o parte di essa.»
«Come ebbe a dire ad esempio il Tribunale di Torino, il fine di lucro non può intendersi come comprendente anche il semplice risparmio di costi, ma deve limitarsi all’immediato incremento patrimoniale, che non è ravvisabile qualora la duplicazione sia avvenuta a fini personali (T. Torino, 13-07-2000). Le cose stanno però diversamente nel caso del profitto: esso è infatti integrato dal risparmio del costo di acquisto, può essere facilmente argomentato.»
Qui, un’altra veemente opinione.
Non sono un’esperta, quindi mi fermo qui con le valutazioni. [via Mantellini, Network Game, Punto Informatico, Gokachu, Mr Reset]
Si e’ vero, mi sono fatto spiegare che nel linguaggio legale il profitto e’ un qualsiasi tipo di godimento di un bene o di un opera, per estensione anche morale. Ad esempio l’utilizzo di un e-mail o di questo blog e’ in legalese un profitto. Non è un reato solo perche’ e’ un servizio che viene o pagato (l’email fornita dal tuo provider) o fornito a titolo gratuito (questo blog). Un mp3 scaricato invece e’ un profitto illegale anche se monetariamente non ci guadagni nulla, anche se non l’avresti mai comprato. A ben guardare pero’ tutto il ddl e’ abborracciato, incasinato, virtualmente inapplicabile, tecnicamente e moralmente, in quanto secondo questo sono passibili da sei mesi a tre anni di carcere circa 56 milioni di italiani, ovvero chiunque possieda una audiocassetta o una videocassetta duplicata non possedendo l’originale. Inoltre contrasta con varie normative europee. Non credo che andrà molto avanti.
mae, è “punto informatiCo”, non “punto informatiVo” ;-) quanto al commento di inve: hai perfettamente ragione. [zef]
ops o_O, la solita rincoglionita ^_^;;;