Della conoscenza scientifica e di altre credenze minori


In questi giorni ho vissuto un paio di divertenti dibattiti con la donna dalle granitiche convinzioni su di me. Questa ragazza dopo aver sostenuto di vedermi persona solida (ha detto solida a me, vi rendete conto), ripone nelle mie capacità tale fiducia e speranza da lasciarmi da un lato commossa e dall’altra – a volte – contrariata. La discussione tipica si svolge a proposito di strumenti del web (blog, web, aggregatori, internet, programmi), parte da domande innocenti di cui genericamente possiedo le risposte e si estende, trascinata dalla sua notoria curiosità scimmiesca, ad argomenti sempre più tecnici, fino a arrivare a complicatissimi dettagli di cui non ho alcuna certezza. A questo punto, di solito, si manifesta il suo stupore e la sua incredulità, e io pazientemente le ricordo che pur essendo a due esami dal divenire un ingegnere, questo non mi fornisce alcuna garanzia sul sapere, sebbene alcune tipologie di ingegneri lo facciano intendere. In questi casi, comprensiva e ottimista, mi tira fuori discorsi su ‘forma mentis’ et similia, che in quanto persona di sani principi psicologici rifiuto e aborro; anche perchè al negozio quando sono andata a comprare la mia forma mentis ho saltato con preciso convincimento lo scaffale della forma mentis ingegnerorum per dirigermi a grandi passi verso quello con l’etichetta ottavorum annorum bambina, o almeno è quello che di solito faccio credere.
Il suo ottimismo e la sua smisurata fiducia mi inteneriscono a tal punto che ogni volta con reiterata ostinazione le ricordo cosa non so fare e le rimembro che l’università italiana a mia disposizione è alquanto carente nel predisporre strumenti che diano del concreto sapere e non del mero nozionismo. Di solito, pur concordando con me su questo, non riesce ugualmente a darsi per vinta e polemizzando sulla mia nota testarda modestia, continua ad ipotizzare mie nascoste – non ben precisate – generiche conoscenze sul campo. Conoscenze che io – va da sè – respingo categoricamente, professando caparbiamente da parecchi anni il diritto a rivendicare di non sapere, concetto che so essere incredibile per molti, soprattutto nell’ambito ingegneri e blogger in genere.
Malgrado ciò ho la netta percezione di non essere riuscita a convincerla di tali argomentazioni; in particolare sembra assurdo (per lei e per chiunque altro in questa settimana) comprendere che programmare in un linguaggio di cui non sai quasi totalmente nulla non è esattamente una passaggiata di salute, sebbene tu abbia avuto frequentazioni – non proprio recentissime – con altri tipi di linguaggi.
Se mi avesse vista ieri sera arrancare faticosamente davanti ad un semplice for – forse – avrebbe avuto pietà di me definitivamente.

mae: ehm scusami se ti disturbo… ehm… ho due array di byte, devo verificare se contengono lo stesso dato…
piccolo paziente consulente java: mmhh…
m: equal non lo posso usare, vero? controlla solo l’eguaglianza superficiale…
ppcj: esatto, mi sa che ti conviene usare un for.
m: un for???? per uno stupidissimo array di byte???
ppcj: sì, senno devi fare il cast…
m: no no no no, fermo, fermo, non voglio manco pensarci a quella roba lì…
ppjc: allora usa il for.
m: oh mamma, non ce la posso fare…
ppjc: perchè?
m: non lo so come si fa il for in java! Ecco. Non posso adesso mettermi a pensare al for!!! [pausa] è uguale al C?
ppcj: sì, dai.
m: uhm.. no, non mi va, cerchero’ qualche metodo di questa classe, ce l’avranno un metodo per confrontare i MAC, no? ci sarà un metodo… [smanettando nella documentazione]
ppcj: fai come vuoi…
m: è che non me lo ricordo neanche più come si fa il for in C!
ppcj: è semplice, te lo detto.
m: va bene, proviamo, scrivo i=0; e poi?
ppcj: scrivi i uguale lunghezza dell’array, puntoevirgola…
m: ipiùpiù?
ppcj: sì
m: mi dà errore… ma non era i minore lunghezza dell’array?
ppcj: aaah sì certo…
[momento di fatuo ottimismo]
m: beh, lo vedi che qualcosa ogni tanto mi rispunta fuori dalla memoria!
ppcj: brava
[pausa di scetticismo]
ppcj: ma come l’hai scritta l’istruzione dentro il for? leggimela.
[leggo diligente]
ppjc: così esce fuori dal for al primo confronto.
m: cazzo è vero… e soprattutto cazzo le parentesi graffe.

Dopo questa illuminante dimostrazione di stupidità, posso salutare qualsiasi possibilità di impiego futuro, ma non mi importa, lo faccio volentieri pur di dimostrare la veridicità delle mie parole e soprattutto la concreta e definitiva esistenza della mia ignoranza perfino in materie tecnico-scientifiche. Sono dolorosi sacrifici che vanno fatti per la causa e per assicurare un futuro migliore a ogni ingegnere della terra. E in verità è solo un bieco e subdolo pretesto per chiedere agli illusti testoni, che passano di qui, se veramente devo per forza usare un for. Voi che davvero sapete tutto, illuminatemi.





































14 Comments

  • mae*, mi spiace, ma devi usare il for. ti va di lusso che saranno al più cinque linee (se sono di più, mi impegno a mangiare il resto). se aspetti 10 minuti che controllo (ho un po’ di nebbia sugli array di byte in java), te lo confermo…

  • “Unicamente sapiente è il dio: e questo egli volle significare nel suo oracolo, che poco vale o nulla la sapienza dell’uomo; e, dicendo Socrate sapiente, non volle, io credo, riferirsi propriamente a me Socrate, ,a solo usare il mio nome come di un esempio; quasi avesse voluto dire così: ‘O uomini, quegli tra voi è sapientissimo il quale, come Socrate, abbia riconosciuto che in verità la sua sapienza non ha nessun valore'”.
    PLATONE, Apologia di Socrate, 21b-22e

  • uhm, dalla regia mi dicono che potresti usare (se l’array di byte non è un requirement) anche StringTokenizer (java.util.StringTokenizer). mi sembra un overkill usare due oggetti String, per comparare i sei miserrimi byte di un MAC, ma tant’è. [zef]

  • Meno letterario/filosofico di Farfi ed anche di parere diverso affermo:
    Io sto con Panda!!!
    Riconoscendo da molto tempo la tua divinità e più volte prostrandomi ad essa ho senza dubbio accettato l’infallibilità e la tua sapienza suprema. Quindi ti sbagli! Sei infallibile!! ;-))))

  • dimenticavo: mi ha alquanto preoccupato l’analogia fra blogger e ingegneri; conferma la convinzione che va radicandosi in me da tempo: devo chiudere il blog.

  • socrate: “so di non sapere”
    dio: “socrate non sa nulla”
    zef: “io ne so ancora meno di socrate”
    — zef, dissertazioni sul non sapere una fava, e come vantarsene alle feste, ann. soc. psych., 1997 Miskathonic Univ., Mass.

  • punto 1: la sua e’ tutta una subdola operazione di marketing per chiedere lumi su java ;)
    punto2: chi arriva a 2 esami dalla laurea ha i mezzi mentali per dare un esame di java. se dice di no fa la falsa modesta :P

    punto 3: la forma mentis e’ l’unica ricchezza che abbiamo, se mi schifate pure quella… tsk ;)
    punto 4: non ho detto che e’ FACILE. ho detto che e’ fattibile :)
    punto 5: zef: si’, e’ proprio un overkill ^_-

  • punto 1: lo ammetto ;o)
    punto 2: avere i mezzi non è la stessa cosa di *saperlo fare facilmente* e non implica che dopo UNA settimana mi si chieda “COME MAI non ho ancora finito la tesina?”. Non ho mai detto di NON essere i grado di fare l’esame, ho detto che il fattore tempo in questo caso complicava seriamente le cose.
    punto 3: la forma mentis è una cazzata, scusami se te lo dico ;).
    punto 4: ‘fattibile’ vuol dire tutto e niente: una cosa che per me è *facilmente* fattibile in un mese, può essere DIFFICILMENTE fattibile in una settimana scarsa, che dici?

  • Dirò, la forma mentis ingegnerorum è una realtà. Beati coloro che, pur laureandosi, vi sapranno sfuggire!
    (p.s. Java mi manca tanto ;) )

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