Ieri è nata la bimba di Cì, prima fra tutte le mie amiche (non come quelle di qualcun’altro che sposano e figliano ormai senza ritegno). Mi fa un effetto strano, perchè Cì è una di noi, con lei abbiamo – sul serio – trascorso giorni, mesi, anni davanti a formule astruse e concetti incomprensibili. Era sempre quella che ci faceva ridere di più: con le sue ansie, i suoi timori, le sue storie fantoziane. Come quella sera che Erre mi chiamò per dirmi di correre da lei perchè era caduta in una delle sue crisi depressive profondissime. Ero uscita di casa che non avevo neanche finito di mangiare, 5 minuti ed ero da lei. Erre è fenomenale in queste cose, era rimasta al telefono fino al mio arrivo e poi era partita anche lei alla volta di casa Cì. In confronto a lei, perfino io mi sentivo un tipo calmo e posato, e questo la diceva lunga sul nostro stato mentale. A guardarle adesso queste cose mi fanno sorridere, di tutte quante mi sarei aspettata una svolta del genere da Pì o da Erre – sì, sicuramente una di loro – ma non certo da Cì. Eppure lei è quella che si è laureata per prima, con una tesi tostissima, si è conquistata un bel lavoro vincendo anche la concorrenza del suo ragazzo prodigio e ora ha una piccola Ludovica. Ma il bello è che in realtà, a guardarci bene, siamo sempre le stesse: con Erre che oggi va al mare a prendere un sole che nessuno vedrà, ma ci puoi giurare che si preoccuperà di organizzare per la neomamma tutta l’assistenza necessaria, e Cì che non ti sa raccontare quel che le sta succedendo, persa fra le sue indecisioni e le sue reticenze, e io qui che faccio i miei discorsi, le mie considerazioni pseudo filosofiche e mi cullo un po’ nella nostalgia.
3 Comments
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è incredibile, la prima figlia del gruppo. io ho fatto milanoromamilano in dodici ore, per vederla subito, sapere che faccia avesse la figlia – la figlia, ci rendiamo conto? – della mia compagna di banco. lei aveva la stessa faccia, la stessa voce, gli stessi racconti scemi di sempre, però era mamma. sono tornata a casa che tremavo di contentezza. o era paura. insomma, bello.
[sere]
l’amica incinta/madre mi manca ancora… ma piu’ guardo i miei alter ego, piu’ mi rendo conto che siamo sempre gli stessi/e, solo con mille preoccupazioni in piu’ ;)