La mia socia moni mi chiama verso l’una e mezza e mi fa apparentemente un’insolita domanda “ciao, sei alla stazione?”, divertita – pensando: che razza di domanda è? – le spiego che no, sono a casa. La sua replica è fulminea “qui c’è George, è qui davanti a me”. Ripresa dallo sbigottimento, è il mio turno per la stessa non più insolita domanda “cosa diavolo ci faccio qui, mentre George è alla stazione?”. La socia mi spiega che stanno girando proprio lì davanti a lei Ocean’s Twelve – e io non posso fare a meno di stupirmi “alla stazione termini???” – e che non c’è neanche tanta folla. Aggiunge che ci sono anche Matt Damon e altri. Non che questa ulteriore notizia abbia la minima importanza per me, ma completa il quadro di irrealtà.
La ragazza indecisa prende la posizione che le spetta in situazioni come questa e per 5 interminabili… secondi si chiede cosa sia il caso di fare. Pochi istanti dopo sono sull’auto ipotetica diretta alla stazione. Arrivo all’entrata della stazione, lato via marsala, e in effetti vedo un cordone di uomini della sicurezza e un po’ di gente che osserva incuriosita. Mi avvicino anche io. Qualcuno fra la folla pronuncia il nome di George, ma io non ne vedo neanche l’ombra. Immediatamente dopo ecco scattare un altro ciak (che scoprirò poi essere l’ultimo) e spuntare da dietro l’angolo Matt Damon che con jeans e zainetto cammina speditamente verso la steak house. Fine ciak. Una scena impegnativa, penso. Poi in un secondo tutti gli omoni della sicurezza contemporaneamente, manco fosse una prova di nuoto sincronizzato, smobilitano le transenne e si radunano al centro della zona, intanto i tecnici portano via i macchinari; neanche il tempo di rendermene conto ed è tutto smantellato. Il resto delle persone volatilizzate, che fine abbia fatto Matt non ne ho idea. Questa sì che è organizzazione.
Rassegnata a non vedere George seguo le comparse che ordinatamente in fila per due (con resto di uno) si diriggono su via Marsala verso i camion della troupe: più avanti, infatti, c’e il banchetto per ritirare il cestino per il pranzo. Proprio lì davanti vedo un gruppo di ragazze con l’aria di quelle ‘appostate’. Mi avvicino e scopro che c’è l’uscita di una sala della stazione usata dalla troupe e che guarda caso ha un’altra entrata dall’interno della stazione (ecco dove era finito Matt). Le ragazze sono in attesa non si capisce ormai di cosa, però nel frattempo hanno intrecciato relazioni con chiunque, tutti le trattano come vecchie conoscenze e le avvertono dei movimenti. Un ragazzo ci chiede se vogliamo anche noi i tramezzini e ci dice che è hanno finito di girare. Le ragazze in un primo momento non si fidano, ma poco dopo un altro tipo le convince. Loro hanno visto un po’ di gente (non è dato sapere chi, ndr), ma le poverine volevano vedere Brad. Il tipo spiega che Brad non è previsto in queste riprese e – sempre con la riservatezza tipica di queste delicatissime occasioni – che Brad girerà domani e giovedì notte (ma non ho capito dove), che probabilmente gireranno anche a Fiumicino (romane siete avvertite), e infine che Julia è a Como, dove faranno alcune riprese.
George è sfumato, Matt è sembrato un ragazzetto comune, non ci rimane che completare l’operazione pianificata con il giro per i negozi della stazione in cerca della pashmina e della borsa di cui ho bisogno. Mi perdo pericolosamente per Sephora, dove mi devono prendere letteralmente di peso e buttare fuori; e intanto chiedo a moni se posso passare dal suo ufficio a farle un salutino. Ottenuto l’ok, mi diriggo verso il moni-ufficio.
Appena entrata nell’ingresso dell’edificio capisco di essere andata nel posto giusto. Sirius Black mi guarda dal cartello di avvertimento attaccato al totem di cartone, tutto è meravigliosamente reale: attaccati al palo piccoli volantini per firebolt in offerta speciale e dall’alto ci guarda una civetta. L’insegna indica la strada per Diagon Alley e quella per Hogsmeade, non mi lascio sfuggire l’occasione di annotare per bene quale direzione devo seguire per arrivaci. Rimango in ammirazione per qualche minuto in attesa della socia, il receptionist (carino) avrà pensato fossi pazza. Quando moni arriva, però, è agitatissima, con una puntualità da record fantozziano il suo AD ha convocato una riunione proprio in quel esatto momento e quindi non ci rimane che salutarci in fretta [socia, mi spiace, so con assoluta certezza che se non fossi stata in arrivo, non ci sarebbe mai stata nessuna riunione: lo sai che i nostri tempismi sono favolosi]. Allontanandosi non manca, però, di raccomandarsi di restare in adorazione del palo segnaletico tutto il tempo che voglio. Grazie a questa sua uscita, la persona presente alla scena (oltre al receptionist) mi chiede se posso essere interessata alla potter-cartella che hanno dato ai giornalisti. Vi sembrano domande queste? Rispondo con un grosso sorriso ed esco soddisfatta con la mia pottercartellina. Se non ci fosse harry con le sue magie.
4 Comments
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george sì, ma harry proprio NO!
Fatta anche io spesa da sephoriana. Due euro di profumini (te verde e sandalo): lo so, non è un granché. Ma ci ho aggiunto anceh tre euro di crema per le mani di marca Sconosciuta…
ma dai!!! ringraziero’ fabri, poi ti faro’ un altro regalo io x farmi perdonare:) [mistero…] moni
sì moni, è stato carino. te l’avrei detto poi io con un sms :). E ripeto ancora NON ti preoccupare assolutamente.