Mentre Orfini ci dà i numeri, nel senso più interessante del termine, al blog ipotetito non possiamo che concordare con la sua linea (spiegata dettagliatamente sulla prima pagina de il Riformista) riguardo al 4 Giugno.
[...] E allora non resta che una soluzione: andare a vedere Harry Potter, che proprio il 4 giugno farà la sua comparsa nelle sale italiane con il terzo episodio della saga, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Così facendo il riformista otterrà tre risultati: dare la giusta importanza alla visita di Bush, anteponendole le imprese del giovane mago; evitare, scegliendo Hollywood, ogni accusa di antiamericanismo; ma soprattutto, passata la notte, gli basterà controllare i dati del box office per scoprire di aver fatto egemonia e per sentirsi in sintonia con gli umori più profondi del paese.
Continuo a pensare che Orfini sia un (non) discreto imbecille, con tutti quelli che scrivono sul Riformista. la protestas non esiste se non è visibile. Quindi, tutti in piazza, soprattutto visto che ci saranno le folle plaudenti _comunque_.
ma non si puo’ andare in piazza E vedere harry? ;)
l’idea di orfini e’ bizzarra ma forse forse azzeccata: in che altro modo dimostrare, se no, cortese indifferenza per il signore della guerra?
Domanda, per quale stupida razza di motivo dovremme oessere cortesi? Bada, non sto dicendo che dovremmo menargli sto dicendo che non vedo il motivo di essere cortesi. Come ho già detto, devi partire dal presupposto che Bush passerà tra ali di folla se non tutta festante, spesso curiosa. In piazza _deve_ esserci una contestazione ferma, con striscioni, bandiere e slogan, che invii un chiaro e inequivocabile segnale. E che aprofitti dell’occasione per fare informazione presso i curiosi e presso i telespettatori se dovesse esserci una diretta televisiva e, comunque, dei servizi dei telegiornali. Giocare all’ombretta sdegnosa del Missisipì e ignorare l’arrivo di Bush signifiuca semplicemente mettere la testa nella sabbia. È una tattica (che dubito che questi sedicenti riformisti arrivino a concepire una qualsasi forma di strategia) suicida perché lascia la piazza in mano alla controparte.
secca: a volte sei di una pesantezza esasperante, fattelo dire con affetto.
L’articolo (nella parte non riportata, perchè è battuto mano da me) è ben articolato e spiega le sue motivazioni, se l’avessi letto non risponderesti sparando a caso. Discutere su tesi scelte da te a caso non mi pare sensato.
Detto questo non mi farò rovinare da te un bellissimo post su *Harry Potter*.
Marta, non ci sono spiegaszioni che tengano. Questa è una minchiata pari al “tutti al mare” di Craxi. Le “motivazioni” eventualmente presenti non possono che essere o prese per il culo della credulità dei lettori, o satira politica molto ben celata o arrampicate sugli specchi da guinnes dei primati. Il problema è che a questi sedicenti Riformisti fa girare il culo (sì, sto incazzata) di non poter andare al governo con Berlusconi!
bene, secca allora siamo in due. Benchè sia raro, nel mio caso.
pezzo di comunistaccia di una secca…
a. dovremmo essere cortesi per DIFFERENZIARCI da tutto il resto del mondo che cortese non e’, fra guerre, bombe, botte, torture e decapitazioni e lager. la vera forza e’ la ragione. ora, non dico che manifestare sia violento. ma non delegittimare chi crede che l’arrivo di bush sia solo una scusa per esasperare gli animi (e non si vuole lasciar esasperare).
b. rassegnati, la sinistra e’ anche riformista. di questi riformisti. nel maggioritario si deve sopporta’ ;)
cmq io, che di roma non sono, il 4 vado a vedere arripotto ;PPP
a. La politica no si fa con la cortesia: si fa con il ragionamento e la mobilitazione. La cortesia è un vezzo borghese (no, non sto esagerando, non sto interptetando una parte: la cortesia in politica è un inutile vezzo borghese). la politica si fa progettando strategie e adottando misure tatticamente efficaci. In tutto questo, la cortesia è nella migliore delle ipotesi un vezzo.
b. Non nego che nella sinsitra ci sia posto anche per i riformisti, quello che nego è che coloro che oggi si fregiano di questo nome sia riformisti, oltre che di sinsitra. Non sono nè l’uno nè l’altro e proima di dirsi riformisti (parola di moda ma negletta di significato) dovrebbero leggersi un po’ i padri del riformismo. Allora capirebbero di non essere riformisti per nulla. Come ho già detto, Filippo Turati oggi voterebbe Rifondazione comunista perché, al di là del nome, è Rifondazioen comunista a portare avanti una politica riformista.