Non è una questione di capacità calcistiche, nemmeno di tattiche moderne e sorpassate (o trapassate direi), è una questione scientifica, e io credo fedelmente alla scientificità delle cose del calcio. Sono anni, se non decenni, che l’Italia perde europei, mondiali e coppe del nonno difendendosi su l’uno a zero. Ci vuole uno scienziato del calcio per capire questa cosa? Eppure non mi pare sia difficile, al massimo ci si può fare un promemoria da mettere nel taschino e sbirciare all’occorrenza:
ricordarsi in caso di ‘uno a zero’: mai e poi mai difendere il risultato, che tanto si pareggia matematicamente.
E’ semplice, no? non c’è mica da starci a pensare tanto. Non è neanche una questione di ottimismo e di speranza, la statistica è totalmente dalla nostra parte e ci toglie ogni eventuale dubbio. Se questo approccio scientifico fosse inadatto alle menti supreme (presenti e passate, sia chiaro) che dirigono la nostra nazionale si conti almeno nella scaramanzia (che sembra l’unica cosa a regnare sovrana): è fuor di dubbio che l’arrocco in difesa sull’uno a zero ci porta una sfiga di dimensioni non calcolabili.

Ci sono leggi incontrovertibili nel calcio, leggi esattissime, che come tutte le leggi hanno al massimo un paio di eccezioni. Una di queste dice che l’Italia non può difendersi sull’uno a zero. Tutti la conosciamo e spesso gli diamo anche spiegazioni razionali e perfino calcistiche, ma fidatevi, queste verità vanno oltre. Ogni resistenza sarà inutile. Ve ne dico un’altra: la Roma non vincerà mai niente ai calci di rigore. Non ci sono storie, punto. Corollario: la nazionale – essendo un insieme che (a volte) contiene elementi dell’insieme roma – ha forte probabilità di non vincere mai niente ai calci di rigore. Quindi – vi avverto – semmai dovessimo arrivare alle partite ad eliminazione diretta, un’altra legge incontrovertibile del calcio da tenere bene a mente è che non ci si può difendere per arrivare ai rigori, i rigori sono una possibilità non contemplabile dalla nazionale italiana [1]. Cominciate a mandare a memoria che non si sa mai, per i bigliettini ci penseremo più avanti.

[1] E se raramente è successo il contrario (e ricordo solo olanda-italia), è stato solo sordido tentativo di confonderci le idee e farci dimenticare la retta via.







4 Comments

  • sacrosanto. come si puo’ pensare di difendere un UNO a zero??? non CINQUE a zero… UNO, 1, one, ein, un, uno. pero’, meno male che quello zotico cattivo di totti non c’era. l’etichetta e’ salva ;(

  • giusto giusto giustissimo! e mi permetto di aggiungere che l’eccezione con l’olanda è una quasi-eccezione, perché non dovremmo mia scordarci che siamo riusciti a vincere ai rigori solo contro l’unica squadra più sfigata dell’italia ai rigori stessi (l’olanda appunto). era come una battaglia tra darth vader e palpatine, vince sempre palpatine.

    grande post.

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