La cara automobilina ha scritto questo bel post (e poi anche questo), un post che mi ha regalato una dolce emozione. Non so dire se sia merito della sua fine abilità comunicativa o della notizia in sè, ma probabilmente è colpa di entrambi. Perchè quel giorno del ’93 in cui lo buttarono giù io ce l’ho ancora in testa, o meglio ho in mente l’istante in cui vidi il filmato alla televisione. Eravamo attoniti, e tristi. Mio padre mi guardò con aria scettica e mi chiese “ma tu lo ricordi il ponte di mostar?” E il fatto è che io me lo ricordavo. Non so come sia possibile, ma ce l’avevo nascosto in qualche angolo profondo della memoria. Non so come sia possibile visto che all’epoca ero più o meno così. Anzi ero proprio così. Potrebbe essere una percezione sbagliata, oppure potrebbe essere come il mostro verde con il grande cappello di paglia, che ancora rivedo nitidamente. Non so dirvi con precisione cosa fosse, ma so che quella forma strana, più che l’immagine stessa, era rimasta impressa chissà dove, era rimasta appiccicata a una bimba di tre anni e mezzo. Bisogna averne di bellezza per fare robe del genere. Questo strano gioco di memoria ad incastri oggi come allora mi stupisce, e da venerdì non mi immalinconirà più.
5 Comments
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Bè, ai tempi di Mostar, eri proprio un gioiellino! (Più elegante della Maglie e sicuramente più sveglia della Gruber)
mi sono un po’ commossina a vedere quelle vecchie foto.
Complimenti per i tuoi vecchi che sembravano dei gitani, moooooolto carina anche tu! Complimenti x i tuoi ricordi!
marta*, posto ce n’e’, sia in treno, che in nave, che in casa, che in bus. se vuoi … ;)
*emozione* :)