Uno degli episodi che mio padre ama ricordare con più piacere sulla piccola mae (che scritto così sembra un cartone animato tipo dolce memole) è quel singolare modo di reagire che avevo da bambina quando mi accorgevo di aver rotto qualcosa (che all’epoca non poteva essere niente di più grave di un giocattolo) per un imperdonabile errore. Narra la leggenda che la piccolina piangendo disperata per l’errore commesso (e notate bene: non per l’oggetto rotto) cominciasse a darsi pugni in testa ripetendo instancabilmente “sono stupida, quanto sono stupida”. Questa storia la direbbe già lunga sul contorto rapporto che ho con me stessa fin da allora, ma ancor più, forse, può dare con buona appossimazione un’idea del mio stato d’animo di oggi, quando ho capito di aver fatto una cazzata, una cazzata stupida per di più e per ragioni ignote al mio cervello, se non la mia stessa intrinseca stupidità. Non è nulla di grave per carità – meglio specificarlo, ma darsi pace dalle parti ipotetiche non è una funzionalità ancora ben implementata. Poi anche grazie all’aiuto della fine psicologia del socio di maggioranza, che ha minacciato di venirmi a picchiare di persona, ho meditato a lungo di ripropormi in un siparietto stile piccola mae, ma più responsabilmente ho optato per un più adulto attacco isterico.
Mi è ignota la motivazione che mi ha spinto a scrivere queste righe, dopo che tutto il giorno ho cercato di dimenticare e far finta di niente (con risultati miserevoli, devo dire). Forse è un’involotaria strategia di outing terapeutico oppure sto tentando di esorcizzarla definitivamente, di preciso non so. In ogni caso via, pussa via.


9 Comments

  • Non sei migliorata con il tempo? Spero che almeno i pugni in testa adesso tu riesca ad evitarli :-)

    Per quanto mi riguarda la mia reazione all’averne “combinata una” si è evoluta ( o involuta??!!) da piccola solevo dire ” Non è colpa mia” e “Non l’ho fatto apposta” oggi come oggi , vivendo da sola ed evidentemente non avendo nessuno a cui porgere le mie scuse mi dico semplicemente ” Ma quanto sei scema Barbara??!!” Barbara

  • interno giorno, ufficio di una primaria società di assicurazioni. una giovane donna in tailleur gessato è seduta a gambe incrociate davanti a un monitor e ripete da ore [giornimesi]: è perché sei stupida, serna, solo perché sei incredibilmente stupida. è così che si fa, altrimenti come è ovvio esplode. ma tu sei stupida e fai finta di niente. vedi? basta scrivere così… intervallati da rari e sporadici urletti, saltelli ed entusiasti sei la più intelligente dell’universo, alla conquista delle soluzioni furbe, la reginetta del java, la principessa sovrana di ogni XML. ci mettono settimane, i nuovi colleghi, per smettere di spaventarsi ogni volta che apro bocca.

  • sere: diciamo che quello ehm lo faccio anche io ;), però di solito sono a casa da sola, vedremo cosa potrò combinare in un ufficio (a mossette di vittoria: V^___^V come sei messa? ;)). In questo caso la reazione – se possibile – è ancora più disperata e scomposta.
    panda: vedo che sei della stessa corrente filosofica del macca ;oPpP

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