Per Deviazioni, la trasmissione su radionation di quattropassi e proserpina (a cui mi riferivo qui), mi hanno chiesto di scrivere qualcosa sul tema “Donna, una teoria sulla“, che ogni blogger poteva sviluppare un po’ come voleva. Ecco, questo è quel che è uscito fuori grazie a un attacco di emicrania di quelli tosti. Non vi spaventate.

++++
Donna, teoria sulla impraticabilità di un metodo scientifico.
E’ inutile perdersi in giri di parole pretestuosi e ben poco chiarificatori. Le donne sostanzialmente non esistono. Esistono infinità non misurabili di esseri di genere femminile. E questo è quanto.
Ogni tentativo di analisi su base scientifica è destinato a fallire. Uno studio su base empirica, poi, è del tutto fuori discussione: troppo gravoso perfino per il più indefesso dei topi da laboratorio. D’altra parte se ci fosse un filo conduttore in tutto questo, l’avrebbero ormai scoperto da tempo, non vi pare? E invece niente. Un gigantesco rompicapo senza soluzione, e infatti non ci siamo mica impazziti per anni dietro al cubo di Rubik per niente: di fronte alla vastità delle soluzioni possibili (o più spesso impossibili) meglio un cubo dalle dimensioni definite e invariabili la cui soluzione esiste, è difficile da trovare ma esiste. E hai detto mica niente.
Teoria sulla impercettibilità delle variazioni. A voler ben vedere, diversità esistono anche quando non sono percepibili. Mai fidasi di donne all’apparenza similari. Può capitare quindi che la cara amica, con la quale hai sempre avuto una totale comunanza di intenti, inaspettatamente manifesti comportamenti che ti sono del tutto estranei. Lei è alla ricerca di un uomo per il recondito desiderio – oltre che di altre cose – di potersi un giorno sposare. Non per sposarsi – sia chiaro – ma per avere la possibilità che questo accada (condizione necessaria ma non sufficiente, dunque). E può capitare che lei ti rimproveri di non capire a pieno questa intrinseca esigenza. Perché tu, amica degenere, un tale pensiero non riesci manco a formularlo nel tuo – seppur ipotetico – cervellino, e per di più della materia del contendere – cioè di uomo – sei pure provvista. Uno sfregio alla miseria.
Due donne, apparentemente comparabili, perfettamente simmetriche rispetto al centro. Due punti esclamativi (pervasi di energia) divisi da un piano cartesiano.
Teoria sulla identificazione dei comportamenti devianti. In quanto non misurabili sono anche inclassificabili, non di meno però possiamo riconoscere (e apprezzare) atteggiamenti peculiari ai singoli individui. Samantha Jones, sgomenta, confessa all’amica Carrie che il suo giovane fidanzato ha cercato di fare una cosa (davvero) perversa: ha tentato di tenerle la mano. Passeggiavano e lui voleva prenderle la mano. Nella stessa puntata la dolce Charlotte York sosteneva che non solo ci si può di nuovo innamorare del fidanzatino delle medie ma che questo può perfino condurre a una storia “e vissero felici e contenti”.
E’ chiaro che si tratta di due comportamenti parimenti devianti e facilmente riconducibili ai soggetti. Ciò non deve però trarre in inganno, queste osservazioni sperimentali sono del tutto inefficaci. Perché, come noto, presa una donna e una deviazione conosciuta il piano che li contiene entrambi esiste ed è unico.
Tutto ciò che ho appena detto è ovviamente indimostrabile.










9 Comments

Comments are closed.