Da quando l’ho letto, questo pezzo sugli U2 mi torna in mente tutte le volte (cioè una media di 500 volte al giorno) che ascolto le seguenti parole:

Can you see the beauty inside of me?
What happened to the beauty I had inside of me?

Direi che questo dice tutto su ciò che penso della questione. E direi anche che è un bel passo avanti, visto che fino a poco prima mi facevano pensare a me stessa.

12 Comments

  • Dire che dietro “Achtung Baby” e “Pop” non c’è passione è una ca**ta pazzesca.

    Senza offesa, eh ;-)

    Brain

  • e lì da settimane. non ce la faccio. se mi piace, mi piacciono ancora – e non sta bene. se non mi piace, è l’ennesimo colpo al cuore. stamattina ho ascoltato tutta joss stone, pur di non rischiare uno shuffle.

  • *mae: quasi mi sento in colpa. Ma ci sono illustri precedenti: “What happened to this song we once knew so well/signed promise for moments caught within the spell/we must have waited all our lives for this/moment moment”

    Questi signori, come gli U2, sono grandi ma soffrono di distrazione.

    Già, ma chi sono?

    Andrea

  • *Brain: “Achtung Baby” e “Pop” sono talmente cerebrali che persino il citazionismo delle copertine è fastidioso.

    (adoro, essere recidivo).

  • *Mae: Oh, bene. La soluzione dell’indovinello di prima è Yes, “Tales From Topographic Oceans”, ‘The Revealing Science Of God/Dance Of The Dawn’, anno di grazia 1973. In bell’anticipo, eh?

    *Brain: sull’imperfezione scrivo le prossime recensioni. Imperfette, probabilmente.

  • *Mae: evidentemente, era una domanda imperfetta (adesso sono io monotematico, ma ci sto ragionando davvero. Rock ed imperfezione. Uhm..)

  • sere: se decidi di ascoltarlo ci sono buone cose, a sprazzi buonissime :-)) ma, dopo AB non gli riesce di fare un *grande* disco dall’inizio alla fine, bisogna dirlo (e sì che te lo dice una malata ;-)). A te la palla

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