Il grande libro dei Peanuts Scarpette nere

sfocata

Per ora abbiamo retto bene.
Benchè qualcuno di mia stretta conoscenza ce l’abbia messa proprio tutta per spingermi verso il crollo psicologico, sono riuscita a mantenere la spensieratezza necessaria. Piccoli segnali di pericolo sono stati recepiti fin dal pomeriggio di giovedì quando il suddetto qualcuno continuava a canticchiare "spalle al muro" di Zero, il cui ritornello – per chi non lo sapesse – recita con esemplare chiarezza: vecchio, diranno che sei vecchio... 
Momenti di cedimento li abbiamo schivati solo quando sempre il sopraccitato qualcuno ha addirittura scaricato la canzone per poterla recitare con esattezza, e qui – lo ammettiamo – andrebbe premiata almeno la dedizione. Nulla però mi ha scalfito fino a sera quando, non si sa bene per quale motivo, ha ripiegato su frasi che in un primo momento non avevano alcun senso per la sottoscritta. Così per tutto il resto della serata si è attentato al mio labile equilibrio mentale con la ripetizione ossessiva di queste frasi (tratte da una fantomatica puntata di south park) con la collaborazione attiva e continuativa del piccolo malefico ingegnere.
Nel frattempo però, scaltra come una faina, avevo già preparato la mia controffensiva con un preciso piano antidepressivo, che – va detto – ha funzionato alla perfezione, visto che da due giorni ho un sorriso gigante stampato in faccia. Thanks to all.
Insomma, malgrado lo scetticismo del prof, sul fronte turning thirty tutto bene. E quando ci sarà il tracollo, non dubitate, sarete i primi a saperlo.

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