Della fine di Buffy avevo deciso di non parlare, perché i post o li scrivi di getto sull’onda dell’emozione o perdono un po’ di senso. Ma l’idea continuava a ronzarmi in testa e dopo aver letto questo (il post e l’articolo leggeteli a prescindere da Buffy perché meritano e ovviamente rilanciano uno dei più grandi dibattiti di tutti tempi) ho deciso di buttarmi.
Voglio confessarlo subito. La prima frase pronunciata dalla sottoscritta mercoledì mattina di fronte ai titoli di coda (con una valigia in una mano e una busta gigantesca nell’altra) è stata: «che fine del cazzo».
Spero non vi formalizzerete, è solo fredda cronaca. E in sintesi dice tutto il necessario.
Volendosi dilungare, invece, direi che è sempre un problema di approccio. Perché se la scena finale con Sunnydale ridotta a un buco gigantesco può anche starci, la sensazione che dava era a metà tra un cartone animato di Wile E. Coyote e l’inquadratura finale di “Dal tramonto all’alba” (ed eravamo pure in tema), ma senza Clooney e senza il tatuaggio, che non è mica la stessa cosa. Ma la verità è che quel che non riesco a mandar giù è qualcosa di strettamente materiale, a cui – per semplicità linguistica – daremo il nome di Spike.
Volendosi dilungare, invece, direi che è sempre un problema di approccio. Perché se la scena finale con Sunnydale ridotta a un buco gigantesco può anche starci, la sensazione che dava era a metà tra un cartone animato di Wile E. Coyote e l’inquadratura finale di “Dal tramonto all’alba” (ed eravamo pure in tema), ma senza Clooney e senza il tatuaggio, che non è mica la stessa cosa. Ma la verità è che quel che non riesco a mandar giù è qualcosa di strettamente materiale, a cui – per semplicità linguistica – daremo il nome di Spike.
Il punto non è che muore. Anzi sì – scusate, sono ancora provata e non riesco a farmene una ragione – il punto è che farlo morire è proprio da gran bastardi, e non è che non sappia che il telefilm si è più volte mosso su questa linea di crudeltà psicologica, ma lasciatemi essere poco ragionevole, ché ne ho bisogno. Dicevo, il punto non è solo che muore, il punto è come muore. Voglio dire, è ormai chiaro che il poverino si sta sacrificando per te, per gli amici e per il mondo intero (che per un momento quasi sembrava Jack Bauer), allora tu Barbie miniaturizzata gli dici “ti amo” (banale, ma ci può stare) e tu caro sceneggiatore assassino che cosa gli fai rispondere?
“No, non è vero. Ma grazie per averlo detto”.
Come sarebbe ma grazie per averlo detto, cazzo? Ma con chi vi credete di parlare? Qui c’è gente seria. Gente che ha studiato. Alla pagina numero uno del manuale dell’adorabile canaglia c’è scritto che quando Han Solo sta per essere congelato e spedito a Jabba the Hutt e lei finalmente (perché pure la principessa Leila era una gran rompicoglioni) gli dice “ti amo”, lui risponde “lo so”.
– Ti amo
– Lo so.
Ma bisogna spiegarvi proprio tutto? E’ come un riflesso condizionato. Ti amo, lo so. E si deve avere pure la faccia giusta per dirlo, ché mica tutti son capaci. Ma Spike sì, Spike quella faccia ce l’avrebbe pure.
Insomma non ci siamo. Eppure eravate andati così bene: li avevate fatti riavvicinare (seppur con quelle scene telefonatissime, ma figuriamoci se ci è mai importato di queste sottigliezze), avevate usato il più classico dei cliché, quello in cui dormono insieme casti e puri come due angioletti (e trasformare in Joey Potter e Dawson Leary due che fino a un secondo prima si accoppiavano come ricci ovunque si trovassero ci voleva proprio tanto coraggio) e avevate fatto apparire Angel all’improvviso, che per un attimo tutte abbiamo tentennato, così come ha tentennato Buffy (perché pure Angel, se non fosse diventato un cicciobombo dei take that, sarebbe sempre Angel). E poi mi cascate proprio sul finale? Ve ne uscite con grazie per averlo detto? Ma allora «che fine del cazzo» ve lo meritate.
Buaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!(Sigh, sob, sniff sniff)
Ehm, scusa, volevo dire: hai perfettamente ragione.
AmicaN
Non so assolutamente nulla del telefilm ma “Ti amo- non è vero” è un gran dialogo ;)
secondo me nel dialogo in lingua originale lui dice “lo so”
Però se ripensiamo alla situazione la frase potrebbe avere il suo siignificato. Spyke dice sdi sentire la sua naime e quindi sta recuperando la natura umana. Perciò quella frase potrebbe essere una sottolineatura di un ddemone che diventando uomo è così dubbioso da non considerare vero persino una cosa così naturale come l’amore di Buffy per lui. Non ci crede nessuno vero?
No.
AmicaN (buaaaaa)
mae*: “ti amo/lo so” è troppo palese – e poi Buffy non ama Spike, lo dice anche nel dialogo con il cicciobombo dei take that. ;-)
comunque, Chosen è un finale che guadagna sul numero di visioni; mentre The Gift è assoluto, e ti deve piacere al primo colpo altrimenti non ti piace più (e se non ti piace, vuol dire che hai subito una sentimentectomia), Chosen va visto, riguardato, ci mette un po’ a entrare sotto la pelle. [zef]
suvvia un po’ di elasticità. non ho detto che dovevano usare la stessa frase. Bastava che non fosse ecco il resto, grazie arrivederci.
Ma “Non è vero, ma grazie per averlo detto comunque” non è “grazie, arrivederci”. È desiderare qualcosa per due stagioni e mezzo, e quando arriva essere già oltre.
E, diamine: io ho pianto.
“Già, Buffy, che facciamo ora?”
– lacrima, sorriso – nero.
Da paura, come la vita.
PS: A proposito dell’Impero Colpisce Ancora.
1. Di dividere con la divinaOmonima* anche il piccolo culto di alcune Fondamentali Scene della Fantascienza.
2. Paragonare (quasi) qualunque sceneggiatura a una sceneggiatura di Leigh Brackett è come far scontrare una Panda (nel senso di auto) e un carrarmato.
Mae*: cancella pure il commento con il tag aperto – e scusa…
rdm: quella battuta, sì, meritava. Ma ormai ero già incazzata. La trilogia (quella vera) è il mio vero credo. E per il tag, fatto :).
mae*: prendo lezioni di limbo per essere più flessibile (e questa la capisce una sola persona), ma il giudizio resta: non è la risposta di spike ad essere il problema (spike lo sa che buffy non lo ama, nonn davvero, non come potrebbe amare buffy – ricordiamoci che la cacciatrice ha avuto solo storie disfunzionali, col cicciobombo, con il carciofo e con billy idol, e non è mai riuscita ad avere una storia “normale”), quanto il “ti amo” di buffy – detto al momento giusto, ma senza sentimento. e william the bloody è troppo vecchio e troppo innamorato per non sapere che buffy non lo ama davvero; o, meglio, che buffy non ha mai amato davvero qualcuno.
rdm: meglio messo di così non ci riuscirei neanche io. grazie. :-) [zef]
evidentemente non mi spiego. Non è un problema di trama, significato, coerenza, logica con il resto della serie (che detto tra noi, non è che mi tocchi moltissimo), è una questione di forza delle battute. E’ la differenza che potrebbe esserci tra “domani è un altro giorno” e “vabbeh ne riparliamo domani“.
Che poi dovesse amarlo o meno davvero, mi interessa ma fino ad un certo punto, perchè se fai un bel finale convincente sono disposta a credere a tutto, pure che in realtà buffy è lesbica e presto si metterà con willow.
a me quella buffy lì non mi ha mai convinto, ha.
tu hai p e r f e t t a m e n t e ragione! mamma quanto hai ragione. hai espresso tutto quello che ho pensato io quando ho visto l’ultima puntata. e non avrei saputo dirlo meglio. (ci ho provato, a dire la verità, ma tu hai colto in pieno!)
O_o ma a questo punto chissenefrega di spike :°D
Ma volete mettere con la fine del cavolo che hanno fatto fare ad Anya? -_-