Certe cose della Cri non si dicono. Si pensano, ma non si dicono.
Oggi Aldo Grasso:
La Parodi casalinga disperata
Avevamo il nostro «Desperate Housewives» e non ce n’eravamo accorti. Almeno fino a ieri quando siamo stati presi da incantamento. Certo, un telefilm (e un telefilm di quella fatta) non possiamo permettercelo. Dobbiamo accontentarci. Ma «D. H.» c’è, ve l’assicuro, e va in onda tutti i giorni (anzi, due volte al giorno) e c’è una sola persona che incarna le quattro protagoniste, e c’è una sola, fulgente vicina di casa che si fa in quattro per noi. Il nostro «D. H.» si chiama «Verissimo» e a interpretare la splendida parte della casalinga disperata c’è da una vita Cristina Parodi (Canale 5, ore 11.40 e 17). Cristina è soprattutto Bree Van De Kamp, la moglie perfetta, l’impeccabile, cotonata, padrona di casa (ha scritto persino libri di galateo), tutta casa e lavoro, sempre inappuntabile mentre prepara la colazione per i figli, cura i fiori nel fine settimana, ritira gli abiti in tintoria, scrive i testi del suo programma, si sottopone mite al trucco e alla sartoria. Ma appena Cristina ha sentore che troppa perfezione possa nuocerle e le attiri quell’odioso nomignolo di «frigidaire» ecco chiamare l’amico direttore per un servizio osé. Così Bree, davanti al fotografo, diventa Gabrielle Solis, tutta una promessa di sesso, notti a luci rosse. Ma se poi c’è da presentare la serata impegnativa, magari alla presenza di alti prelati, allora Cristina si trasforma in Lynette Scavo, la manager che preferisce ritirarsi a casa a occuparsi dei tre figli «rinunciando» a una carriera di grande prestigio. Come se non bastasse, Cristina trova anche il tempo per vestire i panni di Susan Mayer, l’incendiaria, la tenera indifesa, l’infelice piantata dal marito che ha altro per la testa. Grazie, disperata, suburbana, nostra casalinga Cristina.
www.corriere.it/grasso
Mae,
anche tu hai scritto, nel titolo, una f al posto di una v… io me ne sono accorto dopo giorni, e ho corretto.
Chissà perché ci viene da scriverlo con la f, il maledetto titolo del telefilm…
Se è al singolare va bene la “f”. La “v” è per il termine al plurale… :-)
Brain
Grazie Brain.
Ho inequivocabilmente dimostrato la mia ignoranza dell’inglese.