L’altro giorno ho caricato la lavastoviglie, che dato il mio sconfinato amore per il lavaggio dei piatti, è uno degli elettrodomestici che apprezzo maggiormente. Poichè era ancora mezza vuota, come nelle migliori tradizioni, l’ho lasciata in attesa di ulteriori stoviglie da inserire con audaci strategie in modo da coprire tutti gli spazi rimasti (in verità non sono mai così diligente). Nel corso della giornata di ieri, infatti, le stoviglie necessarie a tale delicata operazione si sono naturalmente ammassate sul lavabo e in zone limitrofe, senza che però io abbia avuto il tempo o la voglia di cimentarmi nella delicata procedura di inserimento.
Stamattina l’intelligentissimo, efficientissimo, precisissimo socio di maggioranza, per di più ingegnere dentro e tutto intorno, mi avverte nel dormiveglia (il mio di dormiveglia ovviamente) che "ho fatto la lastoviglie, se vuoi puoi sistemare i piatti" e io penso "ma che caro" un secondo prima di crollare di nuovo addormentata. Più tardi – molto più tardi – mi alzo, entro in cucina e vedo la pila dei piatti sporchi esattamente dove li avevo lasciati la sera prima e con pacifica tranquillità penso me lo sono sognato.
Decido così di procedere finalmente nella delicata operazione. Apro il suddetto elettrodomestico e mi accorgo che è tutto ben lavato. Rimango perplessa per qualche secondo. Ma allora non l’avevo sognato.
L’ha fatta davvero, senza metterci i piatti sporchi.
Se fosse un uomo normale, anzi se fosse un essere umano normale questo potrebbe essere in qualche modo comprensibile e avere perfino un senso, ma trattandosi di lui – l’ingegnere precisetto – per minuti interi continuo a chiedermi quale sia l’imperscrutabile ragione (perchè una ragione ci deve pur essere) di questa mossa. Poi per telefono chiedo delucidazioni.
– scusami, solo per curiosità, ma hai fatto la lavastoviglie senza metterci i piatti sporchi che erano sul lavabo?
– ah, sì…
– l’hai fatto davvero? Perchè?
– ero stanco.
– capisco. (e capisco davvero, vi assicuro). Ma almeno i piatti piani potevi metterceli, quello era facile.
– sì, ma ero stanco e poi c’erano le tazze per la colazione, quelle ci servivano.
– …
– anche se poi in effetti non servivano mica, perchè abbiamo finito il latte.
12 Comments
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Io amo quell’uomo (è una cosa platonica, ça va sans dire).
Maschi. (Aggiunge una scrollatina di capoccia.)
Primo principio della lavastoviglie:
Se per caricare completamente la lavastoviglie mancano x stoviglie, si avranno a disposizione x-1 stoviglie sporche.
Corollario al primo principio della lavastoviglie:
Se per caricare completamente la lavastoviglie mancano x stoviglie e non sono presenti stoviglie sporche, alla fine del primo pasto utile, si avranno x+1 stoviglie sporche da inserire.
Alla luce dei toeremi enunciati, sono solidale con il socio di maggioranza.
Principe
p.s. il latte non ci finisce da solo nel frigorifero :-p
credevo fosse perché non voleva mischiare i colori.
principe: per ragioni che non sto a spiegarti, non ci posso andare a comprare il latte e per di più io neanche lo bevo il latte. ;oP
Per caso la mamma non ti manda?
Ok lo so, scontata e non faceva ridere.
Principe
ingegneri, tsk!!! e non dirmi che non ti avevo avvertita ;-PPP
Sacherfire
Lavatrici ravvicinate del terzo tipo: dopo cena, occupi il lavello ed inizi di buona lena a ripulire, ordinando nella lavastoviglie già parzialmente carica.
.. ed una voce dall’altra stanza ti urla: “Tesoro, la roba in lavastoviglie è già pulita!”.
Non resta che recuperare con chirurgica precisione quello che hai appena immesso. E’ un esercizio spirituale. Forse.
Andrea
Mae*, gli ingegneri precisetti sono solo una leggenda metropolitana ;)
Type: W I MASCHI! john
La Mae* e il Macca mi paiono avviatissimi ad essere i Sandra & Raimondo del nuovo millennio.
Anche il più precisetto degli uomini… no comment about MisterN ;)