Sono un tipo freddoloso. Ma non è tutta colpa mia, è colpa della casa in cui sono nata e cresciuta. Questa casa, infatti, è stata costruita ricavando gli appartamenti da un monolite di ghiaccio. In estate o in inverno si riscontrano almeno dieci gradi in meno rispetto all’esterno. La cosa è naturalmente molto gradita in estate, un po’ meno nelle altre stagioni. La questione comunque è stata negli anni largamente risolta dall’astuto ingegno di un gruppo di agguerritissimi anziani del palazzo. Appena possibile si accendere il riscaldamento e si lancia la caldaia condominiale a temperature non previste dai sistemi di misura, e in barba a qualunque direttiva del protocollo di Kyoto (celebre battuta del socio di maggioranza). Il problema, però, persiste in quel breve – ma pur sempre interminabile – periodo di transizione dalla stagione calda alla stagione fredda, quel periodo che gli umani sono soliti chiamare mezza stagione, ma che in casa mia è più comunemente conosciuto come periodo polare. Ecco vi ho spiegato tutto questo, perchè non avreste mai potuto capire a pieno la drammaticità della situazione, se mi fossi limitata a dirvi che ho appena cercato di riscaldare le estremità superiori del corpo abbracciando la parte più surriscaldata del portatile.
3 Comments
Comments are closed.
Orpo. Ma sai che io ho della lana da calzini viola? Appena finisco quelli bordeaux che sto facendo…
Anche la mia è una casa vecchia ed ha notevoli disfunzioni termiche: la mano sulla tastiera è sensibilmente più fredda di quella sul mouse solo per il fatto di essere 20cm più vicina alla finestra rispetto alla seconda
Sono freddolosissima … potrei morire se non avessi il riscaldamento autonomo ( e in caso di emergenza le macchine dell’aria condizionata fanno anche il caldo) … coraggio … tante tisane calde e maglioni pesanti