Questa settimana su leftwing la soncini parla di dalemiani e antidalemiani, sere degli Oscar e del rito collettivo, io della crisi di governo e – chevvelodicoaffà – di West Wing:

Mentre, sfidando la logica e finanche la semplice aritmetica, cercavano di convincerci a stare tranquilli, noi abbiamo pensato a Toby Ziegler, alla sua martellante ossessione per “the tempting fate”, all’inflessibile disciplina con cui costrinse l’intero staff a non proferire parola fino al raggiungimento dell’ultimo voto utile. [continua]

6 Comments

  • Molto bello, l’articolo.

    In aggiunta devo dire che il mio problema personale è che ho cominciato a vedere The West Wing subito dopo l’estate e guardarlo in parallelo a come vanno le cose per il governo italiano non è esaltante.

    Per la cronaca sono all’inizio della quarta serie! :-)

  • La Soncini è genialmente crudele (crudele con tutti quelli che hanno votato i seienni, quorum ego).

    Dovremmo querelare l’Academy per averci privato del discorso di ringraziamento di Nicholson, sarebbe stato il clou della serata.

    Se alla Casa Bianca ci fosse uno come Prodi, sarebbe debole qualunque cosa McGarry s’inventasse.

  • [OT] Ho letto un post su social network e comunicazione politica.

    Era scritta da un certo Todd Zeigler.

    Sono stata dieci minuti a pensare: “Ma che incredibile assonanza, pazzesco!”

    Dici che è grave? :-P

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