Torno a scrivere anche io sul nuovo Left Wing a proposito di Heroes e tutto ciò che ci circonda. No dico, potevo forse parlare d’altro? Però sulla pagina di oggi vi segnalo il bel pezzo di Orfini Il cinema italiano non esiste, una delle rare volte in cui un intervento sull’annoso e noiosissimo dibbbattito sul cinema italiano non mi fa venire l’orticaria.

Questo naturalmente non significa che il cinema non c’è più, ma solo che quando ci si interroga sulla capacità della narrazione cinematografica di svolgere una funzione altra rispetto all’intrattenimento, bisogna sforzarsi di considerarla nelle diverse moderne forme della produzione e diffusione di contenuti. […] Buona parte degli italiani sono cresciuti vedendo Blade Runner e Dawson’s Creek, X-Files e Apocalypse Now. E oggi non si “intristiscono” di fronte a una replica, perché se non trovano più X-files, guardano Lost. E’ un male? Non credo, è solo il modo dell’Italia di oggi di essere parte del mondo di oggi. Per chi lo ha accettato, invece di produrre la tanto temuta colonizzazione culturale, il confronto con quei prodotti si è rivelato positivo. Come spiegare altrimenti il successo della fiction italiana, si tratti del commissario Montalbano o di Distretto di polizia, se non come la necessità di competere col prodotto americano? Fa specie trovarsi a spiegarlo, da sinistra, ad autorevoli editorialisti del Corriere della sera, certamente abituali lettori del professor Giavazzi.

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