Succede anche questo. Succede che per una volta rispondo a una catena. E lo faccio soprattutto perchè quello che devo dire riguarda la seconda vita, più che la prima. Anche se in fondo, a guardar bene, non c’è moltissima differenza. Dunque, il gioco consiste nel raccontare otto cose che riguardano la mia vita nell’altro mondo per poi passare la palla avvelenata ad altri otto blogger, sperando che un giorno possano perdonare la mia perfida azione.

1) Second Life ha un’abilità del tutto speciale nel riuscire a farti sentire incapace. E’ come se ti mettessero al volante di una Ferrari e ti dicessero: ora vai da solo. Solo che in più indossi un vestito ridicolo e hai un nome assurdo che compare sopra la tua testa. Provate voi a chiedere aiuto in queste condizioni.
2) Per questa – e molte altre ragioni – solitamente la prima sensazione che si prova entrando in SL è un odio smisurato verso la piattaforma. In compenso la parte più bella di Second Life è che – non solo tecnicamente – è un po’ come ritrovarsi sul web nel 1996: si trova sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Con entusiasmo. La prima volta che ho tentato di comprarmi un vestito nuovo un gentile avatar straniero mi ha accompagnato personalmente in un negozio e ha aspettato circa tre quarti d’ora prima che riuscissi a salire nell’apposito ascensore (voi non lo sapete, ma gli ascensori sono il terrore di tutti gli avatar neonati).
3) Della volta in cui una simpatica avatar francese ha passato la sua serata a insegnarmi a sciare, mi ha regalato una skin che facesse di me un avatar donna a tutti gli effetti e poi ha finito per offrirmi un lavoro come programmatrice java nella first life, invece, vi parlo un’altra volta.
4) Appena arrivata in SL ho capito che c’era un fattore che non potevo assolutamente trascurare e ho passato i successivi tre giorni a cercare una capigliatura adatta per il mio avatar.
5) E’ ormai chiaro che Mae Jun ha una sua personalità del tutto incontrollabile. Malgrado questo, si dice in giro che somigli molto alla sottoscritta e che inspiegabilmente si ostini a vestire di viola. Recentemente, però, dopo aver ricevuto una gentile ma ferma critica estetica, ha deciso che era il caso di rinnovare il suo look. Le cronache riportano che per un’intera settimana non abbia indossato alcun indumento di colore viola.
6) Bisogna ammettere che la seconda vita ha le sue comodità che la prima non conosce. Il giorno che ho cominciato a costruire l’isola di italianieuropei, ho incontrato su SL l’avatar di quella che sarebbe poi diventata la mia collega dirimpettaia e abbiamo discusso di lavoro mentre prendevamo amabilmente un té sulle rive di un laghetto.
7) Di cose surreali, poi, ne accadono parecchie. Una delle esperienze più sorprendenti – giusto un gradino sopra l’avatar di Darth Vader che mi bersagliava di domande – l’ho provata la prima volta che sono andata all’Avatar Art Park di unAcademy per sbirciare cosa stessero facendo esperti guru del settore e li ho trovati intenti in una specie di festa danzante con tanto di stelle filanti e champagne (la colpa, in ogni caso, era sua). Da allora il fenomeno si ripete con una certa frequenza. E la cosa sembra non dispiacere.
8) Mi capita spesso di cercare di aiutare avatar meno esperti. Le domande sono le più disparate, ma la più frequente è senza dubbio: che cosa si fa in Second Life? La risposta in fondo è semplice. Ma è la domanda che è sbagliata.

Gli 8 blogger cui rilancio la palla sono:
Gloriana Revnik
Tabatha Nakajima
stefka sosa
Tooto Myoo
Bru Yang
Vitocola Ellils
ShangriLa Pausch
Maximilian Chesnokov

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